
Non è una meteora, non è la navicella spaziale di Et o un qualche tipo di oggetto non identificato nello spazio aereo torinese. E' la luna, che dopo un mese di piogge, temporali e vento si è decisa a tornare a splendere. Iniziavo quasi a dimenticare come fosse fatta, come del resto anche il sole. La cosa comica della situazione è che nonostante tutta quest'acqua, nonostante sia stata la primavera più piovosa degli ultimi 200 anni, nonostante il Pò sia stato a tanto così dallo straripare, nonostante non sia stato in grado di stendere un solo bucato decente, qui c'è caldo. Un caldo fastidioso, che ti si appiccica addosso e non ti lascia respirare. Un caldo dove le zanzare proliferano e mi tormentano. E io DETESTO le zanzare. Detesto le punture, il fastidioso ronzare vicino alle orecchie, il non poter lasciare la luce accesa per leggere. E' guerra aperta, ho deciso. Ora mi armo di Raid, Autan e le stecchisco dalla prima all'ultima! Sto ufficialmente esaurendo. Il mio umore è sotto le scarpe. Mi sembra non riuscire a concludere nulla, non mi va di fare nulla. Sono stanco come se fossi finito sotto un treno. E' una stanchezza emotiva, non fisica. Non c'entrano gli esami, non c'entra l'università e il pauroso ritardo che sto accumulando, non c'entra neanche il dannato libro che non riesco a terminare. Il problema sono io, e non vedo soluzioni. Non ne posso più di sentirmi in questo modo. Perchè quando ti svegli la mattina e la prima cosa a cui pensi è che non vedi l'ora che arrivi la sera per tornare a dormire, a 22 anni tra l'altro, forse c'è qualcosa che non va. Forse qualcosa non torna. Vorrei solo pace, tranquillità, stare bene giusto per qualche ora che non contempli i soliti pensieri, sensi di colpa, preoccupazioni e paranoie. Mi servirebbe un teletrasporto: il mare di un'isola deserta, un bel cocktail con la giusta compagnia e tanto sano relax!
Sperando che questa visione notturna duri, dato che le fottutissime nuvole secondo le previsioni sono destinate a tornare nelle prossime 24 ore, auguro a tutti un buon week end. E scusate se non rispondo ai commenti, ma proprio non me la sento.
StefanoRomagna - 23:12 -
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Categoria: vita quotidiana
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Ho avuto più di un problema nel classificare questo post. Stronzate o Vita Quotidiana? Alla fine, nonostante il tono ironico del filmato, ho optato per entrambe le categorie. Divertitevi, ma riflettete anche su questa grande verità di fondo.
Buona visione e domenica.
StefanoRomagna - 13:40 -
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Categoria: vita quotidiana,
stronzate
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Arthur C. Clarke, uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi è morto all'età di 90 anni. Residente in una villa alle porte di Colombo, Clarke avrebbe da tempo sofferto di problemi respiratori. Autore di oltre cento libri fra romanzi e saggi di divulgazione scientifica, tradotti in tutto il mondo, Italia compresa, lo scrittore amava immaginare il futuro. In un’intervista concessa lo scorso anno alla rivista italiana Newton, Clarke aveva sostenuto che nel 2090 gli uomini avrebbero raggiunto «l’immortalità elettronica».
«Ci sarà un download del nostro cervello - aveva detto Clarke - e tutto ciò che vi è dentro continuerà a vivere». Famoso al grande pubblico soprattutto per aver ispirato con il suo racconto breve «La sentinella» uno dei più celebri film della storia del cinema, vale a dire «2001 Odissea nello spazio» di Stanley Kubrick, era nato a Minehead, in Inghilterra, il 16 dicembre del 1917.
Durante la seconda guerra mondiale, lavorò per la Royal Air Force come esperto dei radar e fu coinvolto nel successivo sviluppo del sistema di difesa radar che consentì alla RAF di vincere la battaglia contro i nazisti. Dopo la guerra si laureò al King's College di Londra. Il suo più importante contributo alla scienza può essere considerato l'idea che i satelliti geostazionari potrebbero essere il sistema ideale per le telecomunicazioni. Scrisse su questo argomento un celebre articolo.
Proprio grazie a questo contributo, l'orbita geostazionaria è oggi nota anche come orbita di Clarke o fascia di Clarke. Nei primi anni quaranta, mentre militava ancora nella RAF, iniziò a vendere le sue storie di fantascienza alle riviste del settore. Ebbe successo, tanto che dal 1951 comincio l'attività professionale di scrittore. Dal 1956 viveva nello Sri Lanka, nella capitale Colombo.
Fonte: Corriere della sera.
Dopo Robert Jordan e Gary Gigax, autore di Dungeons and Dragons, è toccato pure a lui. Si spegne quindi una tra le più luminose stelle della fantascienza, i cui libri hanno fatto sognare milioni di persone, me compreso. Da 2001: odissea nello spazio a Incontro con Rama, non ti scorderò mai, Arthur. E la mensola più alta della mia libreria piange, scrutando il nero universo che tanto hai amato. Fa buon viaggio.
"Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia."
StefanoRomagna - 18:52 -
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Categoria: libri,
vita quotidiana
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Tornare in Sicilia dopo mesi vissuti al Nord è qualcosa che mi sconvolge nel profondo. Puntualmente.
Due vite agli antipodi, mondi diversi, sensazioni lontanissime tra loro.
Passato e futuro a confronto, che non riesco mai a conciliare. Perchè è sempre la stessa storia, ogni volta che prendo l'aereo e lascio le alpi alle mie spalle. I ricordi si fondono, la nostalgia prende il sopravvento, ma non c'è nulla di euforico in tutto questo. E' difficile da spiegare, quasi al limite del paradossale quando percepisci come alieno un dialetto che fino a pochi anni prima era il sale delle tue giornate.
I colori sbiadiscono, il sole del sud non ti sembra più lo stesso. Mi sento quasi fuori posto, in una terra che vedo distante. Non posso farci nulla, e la cosa mi spaventa, mi tocca più di quanto avessi mai immaginato. Non bastano i milioni di ricordi, gli scorci carichi d'infanzia, l'odore del mare. Non c'è appiglio a cui aggrapparsi, tramonto in cui perdersi, perchè penso ai tre anni spesi a Torino, e vedo una città così bella, monumentale e ricca di opportunità, che offusca tutto il resto. Indugio su cosa mi ha regalato e intravedo quasi le porte di un futuro che prevede nebbia.
La situazione però si capovolge quando torno in Piemonte, e sogno quello che ho appena lasciato. Amici, famiglia, tutto ciò che sono stato per 18 lunghi anni. Sono contraddittorio e complicato, lo so. O magari sto soltanto crescendo, avendo realizzato che le cose cambiano con il passare del tempo. Tutto muta, si trasforma, nulla di ciò che era sarà più lo stesso, mentre i mesi si susseguono e non c'è modo d'ingannare questo meccanismo. Nè, ahimè, si può tornare indietro se non serbando nel cuore quanto di buono è stato seminato. Diviso in due, così mi sento. Come in un limbo dove è impossibile mettere radici, senza una precisa identità. Incapace di capire dove termina l'uno e inizia l'altro. Ed è terribile.
StefanoRomagna - 00:36 -
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Categoria: vita quotidiana
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