sabato, 17 maggio 2008

"Da Gray Alys puoi comprare tutto quello che vuoi. Ma è meglio di no."


Nelle terre perdute, terzo in ordine cronologico e di lettura, è un racconto dove l'oscurità, la tetraggine e l'occultismo si accorpano in qualcosa di assolutamente inedito. L'estro di Martin va a creare un personaggio che gronda mistero e carisma, come nella sua migliore tradizione.
Gray Alys è una mercante che prende il suo lavoro molto sul serio. La sua merce è la migliore in commercio, da lei trovi ogni oggetto, anche il più raro e sconosciuto. Ma c'è un prezzo da pagare, sempre, e non è in denaro. Pare infatti che ogni qual volta ci si rivolga a questa donna minuta e vestita di grigio, accada subito dopo qualcosa d'infausto allo sfortunato acquirente. Fare affari con Gray Alys vuol dire farlo a proprio rischio e pericolo. Le chiacchere dicono molto sul suo conto. Si narra che un giorno appaia con le sembianze di una bambina, un altro da vecchia o giovane uomo, che conosca i trucchi per far rallentare il tempo e tramutarsi in animale. Sopra ogni altra cosa, Gray Alys non rifiuta mai alcuna commissione, non sa dire di no ai suoi clienti.
Per questo un giorno Lady Melange, una ricca nobildonna del luogo,  manda il suo fidato paladino a comprare qualcosa. Blue Jerais chiede a nome della padrona di acquistare il suo segreto. Lady Melange vuole mutare forma, diventare un lupo, come si dice di Gray Alys. La mercante acconsente, ma poi anche Jerais sceglie di comprare qualcosa: le impone di fallire, in modo da impedire alla padrona di ricevere lo stesso dono che gli aveva incaricato di acquistare. Gray Alys ne rimane perplessa, perchè si aspetta fedeltà dal cavaliere, non velato tradimento. Ma non dice mai di no, neanche in questo caso. Così concorda con il paladino di farsi rivedere a un mese esatto dal loro primo incontro. Poi parte verso le Terre Perdute, alla ricerca della commissione. Questo la porterà in una landa desolata dove albergano tenebra, rovine e terrificanti creature. Lì, attraversando una pianura che pare deserto, alla luce di un mondo dove le stesse ombre hanno un corpo, Gray Alys trova ciò che cerca.
Lascio a voi scoprire, se avrete modo di leggerlo e vi consiglio di farlo, come va a finire e il modo tutto suo di soddisfare la clientela.
Detto ciò, è difficile parlare di un racconto come Nelle terre perdute, poichè è denso di un'originalità molto particolare, quasi unica per lo stesso autore. Martin è un maestro del linguaggio, non ci sono dubbi. Leggerlo vuol dire abituarsi a tutta una serie di finezze stilistiche, di ritmi veloci, dialoghi serrati e protagonisti che vivono oltre la carta. Tutte cose che in pochi possono permettersi, in pochi sanno esaltare con la stessa potenza. E in questo racconto George Martin si supera, decisamente. Gray Alys, pur nel suo essere totalmente bizzarra, è una donna che si nasconde dietro un velo di costante silenzio, e le poche parole che dice sono sempre memorabili, ora terribili e portatrici di verità scomode, ma mai fuori posto. Ne risulta un personaggio talmente interessante che è un peccato constatare che un ruolo del genere venga relegato a un semplice racconto. La sua psicologia è perfetta, magnetica, l'autore riesce a dire milioni di cose in una manciata di parole, con uno stile unico e inimitabile. Cos'è davvero questa donna che si spaccia per mercante? Quanto c'è di vero nei pettegolezzi che la riguardano?
Un vero e proprio spreco anche l'ambientazione che fa da sfondo alla vicenda, poichè le idee sono tante e tali da poterci foraggiare a parte un'intera saga. Perchè Martin, che sia un breve componimento o un romanzo di 800 pagine, ci mette sempre quel qualcosa in più capace di legarti alla pagina, senza via di scampo. Nelle terre perdute rappresenta una summa dei suoi pregi, un compendio bellissimo e terribile dove niente è dato per scontato, dove vige un'atmosfera crepuscolare costante, come se il sole non volesse sorgere di propria volontà. Dove le ombre non temono i bagliori di una fiamma e creature sconosciute si stagliano in cielo alla luce di una luna gigantesca. Dove Gray Alys dimostra di saper fare molto più di ciò che la gente mette in giro sul suo conto. Dopo la breve discesa verso il basso con Il drago di ghiaccio, qui si sale, e tanto. Siamo a un livello superiore, e considerando la qualità comunque alta delle storie precedenti, è tutto dire. Da leggere, rileggere e rileggere ancora.

Fattore Martin: Stellare.

StefanoRomagna - 01:03 - Permalink - commenti (28) - commenti (28) (popup)

Categoria: antologie di george martin

Add your blog:
martedì, 06 maggio 2008

"Adara amava più di tutto l'inverno, perchè quando il mondo diventava freddo arrivava il drago di ghiaccio..."

Piccola premessa: Il drago di ghiaccio all'interno dell'antologia I re di sabbia non è lo stesso dalla versione Mondadori pubblicata singolarmente.
Le differenze sono sottili ma rilevanti, e constistono in una traduzione diversa e più adulta che stempera l'atmosfera bambinesca dell'originale, e ovviamente mancano le illustrazioni che infarcivano ogni pagina. Detto ciò, il racconto inizia con la frase che ho evidenziato, ed è gradevole e scritto con la solita magistrale prosa di Martin. Adara è una bambina diversa dalle altre, ama il vento che rompe il silenzio, la neve, la solitudine di un mondo tutto suo che non include i coetanei.
Schiva e riservata, aspetta ogni anno l'arrivo dell'inverno, quando un drago di ghiaccio, magica creatura alata che si nutre del freddo, torna a trovarla.
La bambina instaurerà con lui un rapporto intimo, privilegiato e molto speciale, fatto di sguardi, carezze, ma mai parole. Perchè il drago, perlomeno in questo contesto, è una creatura taciturna, intelligente, ma che non si apre con facilità. E' sfuggente come un qualcosa che esiste solo nei sogni, non lo si può controllare nè gli si può imporre nulla. E' senza nome, senza padrone, e a parte Adara, nessuno lo ha mai cavalcato. Tutto si gioca su uno sfumato filo di sottintesi, tra un volo e l'altro in un mondo che ha un sapore antichissimo. Suo padre non comprende perchè la figlia sia così fredda, così legata nel profondo a una stagione che pur lui non riserva altro che brividi e attese. La guarda allontanarsi ogni volta, la sente sempre più distante, e non si spiega il perchè. Poi un giorno, nel villaggio dove la storia si svolge, arriva una guerra impossibile da evitare. Nel giro di poche pagine ne succedono di tutti i colori, e al pari del drago, anche il racconto decolla un pò. La trama è molto semplice eppure avvince nella sua brevità, ma non rappresenta a mio avviso un racconto memorabile. L'ho letto con piacere, in un soffio, con l'unico rammarico che la storia termina sul più bello, con un finale d'effetto forse troppo affrettato. Ho avuto l'impressione che, pur nella sua apprezzabile freschezza, l'autore non abbia ben capito come impostarlo. Il ritmo è mal calibrato, si passa da pura stasi a momenti d'azione nel giro di pochissime righe. Non è quanto di meglio abbia scritto, quindi. Ma a mio avviso resta comunque da leggere per chiunque ami i draghi e le atmosfere malinconiche, anche perchè non è semplice narrare di tali sentimenti, ed è inutile ribadire che nessuno lo fa con stesso indicibile e struggente ardore di Martin.

Fattore Martin: Discreto.


StefanoRomagna - 23:41 - Permalink - commenti (30) - commenti (30) (popup)

Categoria: antologie di george martin

Add your blog:
lunedì, 28 aprile 2008

Vincitore del prestigioso premio Nebula, è un racconto di fantascienza che sconfina nel teologico, e lo fa in modo sorprendente. Damien Her Veris, Cavaliere di Cristo, viene incaricato dal suo decano, Santissimo padre dei Quattro Voti e consigliere di sua santità, Papa Daryn XXI di Nuova Roma, di andare nel mondo di Arion a sanare un'eresia. Giuda Iscariota, su quel pianeta abitato da uomini e non umani convertiti al cristianesimo, è stato fatto santo. Durante il viaggio di tre settimane che vede la sua astronave, Verità di Cristo, macinare anni luce nello spazio profondo, Damien legge una Bibbia eretica adottata su Arion.

E' un'opera d'arte molto rara, un libro pesante e ben rilegato, con le pagine decorate in foglia d'oro e le illustrazioni a colori con effetti olografici. Porta il nome di La via della croce e del drago. Pagina dopo pagina, Damien apprende che San Giuda Iscariota non è l'uomo descritto nelle bibbie ufficiali. Nato a Babilonia, impara le arti oscure e diventa il Domatore di Draghi, le creature di Dio più temute su Vecchia Terra. Da lì a farsi Re di Babilonia il passo è breve. E sarà sempre lì, nei giardini pensili costruiti da lui stesso, che verrà processato Gesù Cristo, flagellato prima e reso storpio dopo, ma non ucciso. La via del pentimento lo vedrà in seguito dedicare la sua intera vita a quell'uomo a cui ha spezzato le gambe. Dopo aver guarito sè stesso, infatti, il Signore benedice Giuda e i suoi draghi, facendo di lui il primo dei dodici apostoli. Poi lo incarica di portare la sua fede oltre gli oceani, laddove lui non può arrivare. Giuda passa anni oltre confine, ma quando torna a Gerusalemme trova Gesù morto in croce. Allora scatena la sua ira contro il tempio, strangola Pietro e getta il corpo in pasto ai suoi draghi, accusato di aver tradito Cristo per tre volte.
Il terzo giorno Gesù risorge, e constatando quanto Giuda abbia grandemente peccato, rinnegando ogni suo insegnamento, lo maledice togliendogli ogni potere. Poi resuscita Pietro, che mette in giro menzogne sul suo conto, le stesse che la Chiesa farà sue nei secoli a venire.
Il Signore fa a Giuda un dono terribile, una vita innaturalmente lunga, in modo che col passare del tempo, quando ogni persona a lui cara sarà scomparsa, lui possa continuare a vagare sotto il nome di Ebreo Errante, riflettendo sui suoi peccati.
Sarà solo molto tempo dopo, quando avrà raggiunto la pace, che Gesù tornerà da lui concedendogli il perdono. Damien legge affascinato questa versione apocrifa della Bibbia. Poi, una volta raggiunto il mondo di Arion, va a parlare con il vescovo autore dell'eresia. E' suo dovere chiedere spiegazioni. D'altronde la fede dell'Unica Vera Chiesa Cattolica Interstellare della Terra e dei Mille Mondi non può essere contraddetta. La sua parola è sacra, travalica i pianeti, i sistemi solari, la materia oscura.
Ma Damien capirà che non esiste una sola verità, e ogni moneta ha una doppia faccia. Il fulcro del racconto non è tanto la mirabile fantasia che vede fondere le tradizioni cristiane più radicate con la magia, la superstizione e la mitologia, quanto il continuo dubbio che nulla è totalmente certo. Cos'è giusto? Cos'è sbagliato? Come si fa a capire qual'è la verità dei fatti? E soprattutto, con che diritto si può imporre un credo?
La via della croce e del drago è questo, un bellissimo esempio di come una scrittura eccezionale possa far riflettere, oltre che meravigliare. Venti pagine che hanno il sapore di una crociata, lassù, oltre le stelle, fino al vacillare stesso della fede.

Fattore Martin: Elevato.

StefanoRomagna - 22:54 - Permalink - commenti (28) - commenti (28) (popup)

Categoria: antologie di george martin

Add your blog:
lunedì, 28 aprile 2008



Come anticipato in precedenza, inizia una serie di post incentrata sui racconti di George R. R. Martin.
Doverosa premessa: la maggior parte di essi è contenuta all'interno di un'antologia, Dreamsongs: A RRetrospective, mai tradotta integralmente in Italia. La versione nostrana è stata infatti, al pari delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, spezzettata in più parti da Mondadori. Prevista in svariati volumi singoli, è possibile trovare in commercio solo i primi due tomi: Le torri di Cenere e I re di sabbia, la seconda raccolta che per l'appunto andrò a sviscerare nel dettaglio. I racconti, scritti tra gli anni 70' e i giorni nostri, quindi ben prima che l'autore si facesse conoscere al grande pubblico con le Cronache, hanno vinto una quantità spropositata di premi letterari a livello internazionale, facendo di Martin un maestro della narrazione non solo per il genere fantasy. Ogni racconto, dalla lunghezza variabile, è in sè autoconclusivo. Irrilevante, quindi, è l'ordine di lettura, cosi come pare non esser stato usato alcun criterio particolare nella scelta dei componimenti, accostati in modo da affrontare tematiche ora di fantascienza, ora fantasy o puramente fantastico, fino a sconfinare nell'horror.
Il fattore Martin, al termine di ogni rece, vuole essere un sostituto al voto numerico, un termine che possa far capire quanto ho apprezzato ogni singolo componimento.
Ecco l'indice dei racconti contenuti all'interno dell'antologia I re di sabbia, nonchè l'ordine in cui andrò a parlarne singolarmente:

-  La via della croce e del drago
- Il drago di ghiaccio
- Nelle terre perdute
- Re della sabbia
- I passeggeri della Nighflyer
- Il fiore di vetro
-
Il cavaliere errante

Questa è invece la lista del fattore Martin, a partire dal livello più basso fino all'ultimo, d'eccellenza:

- Modesto
- Discreto
- Elevato
- Stellare
- Gargantuesco


Spero possa interessarvi!

StefanoRomagna - 20:23 - Permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)

Categoria: antologie di george martin

Add your blog:
venerdì, 25 aprile 2008

In questi giorni sto leggendo un'antologia di racconti, I re di sabbia di George R. R. Martin. Complice l'entusiasmo, dato che più vado avanti più mi sento rapito da storie così belle, ho deciso che al posto di una singola recensione farò un breve commento su ognuno di essi, in modo da approfondire la trama e valutarli nella loro individualità. Tra fantasy e fantascienza, al termine di ogni commento aggiungerò un apposito indice di gradimento atto a distiguere, in mezzo alla sterminata raccolta di componimenti brevi, i più epici e meritevoli. E ora vi lascio ad altri disegni di Comicfun, sempre tratti dal mio romanzo.

Teschioscuro e Squamombrosa, di fronte a un muro di fuoco


Boor


Ilesh


Un corvo misterioso

StefanoRomagna - 00:12 - Permalink - commenti (38) - commenti (38) (popup)

Categoria: disegni et similia, antologie di george martin

Add your blog: