<<Che roba è?>> chiese I guardiani della notte in versione paperback.
I libri erano saliti sulla scrivania, costeggiando la nera superficie piena di tasti vicino allo schermo. Aveva una forma quasi tondeggiante, e non era collegata ad alcun cavo. <<Una tastiera wireless>> rispose Contact di Carl Sagan.
<<Serve a scrivere, comunicare con il pc.>>
Si avvicinò a una seconda sagoma di plastica rossa, più piccola e levigata, al cui interno brillava una debole luce che metteva in mostra i microchip sottostanti. <<Questo è il mouse>> continuò a spiegare Contact mentre tutti ascoltavano. <<Tra poco scoprirete come si usa.>>
Quando Windows Xp terminò le sue operazioni di avvio, e ci vollero diversi minuti per far scomparire la clessidra di caricamento, lo schermo trasmise l’immagine di uno sfondo. Era una specie di mappa, ricca di colori pastello e dettagli, interamente vergata a mano. Namaeria spiccava a caratteri evocativi in alto, a sinistra. Il resto dello sfondo era pieno di icone dai nomi più svariati, sparse disordinatamente su ogni pixel libero. Mozilla Firefox, Msn Live Messenger, Risorse del computer, Cestino, questo lessero i libri sondando in religioso silenzio l’ignoto di quella tecnologia.
Allora Contact passò la mano sul mouse, e tutti videro che un cursore virtuale si spostava sul desktop in accordo ai suoi movimenti. Si poteva interagire.
<<Vediamo cos’abbiamo qui…>>
<<Forse non dovremmo farlo>> disse Blaze a bassa voce. <<In fondo non sono affari nostri.>>
<<Ma no, sarà divertente! Questa macchina è piena di segreti, possiamo farci un sacco di cose. Guardate!>>
Il cursore si spostò su una cartella, My multimedia, che si aprì con un doppio click di quello strano aggeggio. Apparvero altre sottocartelle. Musica, Immagini, Video. Contact entrò in Immagini.
C’erano centinaia di foto dove Steven era in compagnia di amici, da solo, ma anche scorci bellissimi dei luoghi più svariati. Venezia, Londra, Parigi, il Trentino Alto Adige, immortalati in meravigliose sfumature di toni ora caldi, ora freddi, ora illuminati dal crepuscolo o da una malinconica alba. <<Sembra di stare davvero in quei posti>> disse Tutto è fatidico a bocca aperta. Cambiarono cartella. Una in particolare li incuriosì, perché il nome tradiva grandi ambizioni. Miei scritti.
<<Miei scritti? Da quando Steven scrive?>>
<<Da sempre.>>
StefanoRomagna - 12:05 - Permalink - commenti (18)

Categoria: racconti
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