
Casa Trevor rispecchiava ciò che ci si aspetta, a prima vista, da una famiglia medio-borghese stanziata a Bredford Road.
Bianca, sobria, priva di futili orpelli visivi, sembrava una strana via di mezzo tra un'abitazione coloniale e una villa di campagna, pur trovandosi in città e all'interno di un quartiere densamente popolato. Il giardino, delimitato da un basso muro di mattoni da cui partivano balaustre di ferro alte come spighe verso il cielo, era ben tenuto nonostasse cominciasse a soffrire il congenito male dovuto all'approssimarsi dell'autunno. Ad ogni modo il vicinato non avrebbe potuto lamentarsene, poichè l'erba veniva regolarmente tagliata e le siepi mantenevano l'austero decoro di chi tiene all'aspetto estetico del luogo in cui vive. Persino i coniugi Spotts, i dirimpettai pettegoli tipici di ogni zona residenziale, non potevano che constatare con ammirazione che le loro chiacchere velenose avrebbero colpito qualcun'altro, incapaci di attecchire a cotanta perfezione. D'altronde la reputazione era tutto per i Trevor, seconda forse solo al saper mantenere le apparenze anche in circostanze poco felici. Sapevano bene, fin da quando si erano trasferiti a Jhelis, che niente era importante ai superficiali occhi di uno sconosciuto quanto il fatto che tutto sembrasse a posto.
C'era però qualcosa di profondamente sbagliato in quella casa. Qualcosa che non era possibile cogliere subito. Qualcosa che sfuggiva persino agli Spotts e travalicava il mero concretarsi in metafora. Forse a causa del grazioso cancello d'ingresso, o la buca delle lettere ridipinta da poco, oppure per la calda illuminazione notturna che esaltava gli spazi in rasserenanti chiaroscuri. L'attenzione alla camera di Lacey, le cui imposte della finestra erano sempre, misteriosamente chiuse, veniva dunque sviata verso lidi più stimolanti per pupille e considerazioni.
La voce di Rachel Trevor arrivò chiara e perfettamente udibile, si espanse attraverso le stanze come la fragranza della cena pronta per essere servita. La bambina, che era appena rientrata in punta di piedi, corse su per le scale senza rispondere. Se la madre si fosse accorta che era uscita, a quell'ora per di più, si sarebbe arrabbiata parecchio. Poggiò Mo' sul letto e fece appena in tempo a sedersi sulla sedia adiacente al tavolo giocattolo di plastica colorata, quando sentì passi cadenzati arrivare dal pian terreno. <<Lacey?>>
Rachel stava salendo le scale per accertarsi che fine avesse fatto la sua scavezzacollo. Era pensierosa, e mille preoccupazioni le balenavano in testa.

Quando entrò nella stanza, ovviamente senza bussare, trovò la figlia intenta a preparare un finto thè ai suoi pupazzetti, come se fosse sempre stata lì.
Sorrise, guardando quella ridicola messa in scena che per i bambini ha importanti significati nascosti. Poi scandagliò l'ambiente come solo l'occhio critico di una madre sa fare, e vide Mo' stranamente in disparte sul letto, pendere da un lato del lenzuolo. Si chiese per quale motivo non fosse assieme ai peluche che Lacey stava intrattenendo. A dire il vero, erano tante altre le domande che avrebbe gradito farle. Si trattenne, suo malgrado, poichè non voleva sentirsi colpevole di interrompere un momento tanto piacevole per la figlia. Giocare, per i bambini, equivale a rifugiarsi in un mondo tutto loro, che agli adulti rimarrà sempre inaccessibile.
<<A tavola>> sussurrò infine, invitandola a scendere. E nella frazione di tempo intercorsa tra il fare uscire la bambina e chiudersi la porta alle spalle, il bottone della bambola si staccò ancora una volta dall'orbita di stoffa. Fu nel silenzio racchiuso tra le quattro pareti, nella debole luce di una lampada incapace di rischiararne i tratti, che un altro spettrale lamento prese forma.
StefanoRomagna - 18:49 -
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StefanoRomagna - 13:09 -
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"Da Gray Alys puoi comprare tutto quello che vuoi. Ma è meglio di no."
Nelle terre perdute, terzo in ordine cronologico e di lettura, è un racconto dove l'oscurità, la tetraggine e l'occultismo si accorpano in qualcosa di assolutamente inedito. L'estro di Martin va a creare un personaggio che gronda mistero e carisma, come nella sua migliore tradizione.
Gray Alys è una mercante che prende il suo lavoro molto sul serio. La sua merce è la migliore in commercio, da lei trovi ogni oggetto, anche il più raro e sconosciuto. Ma c'è un prezzo da pagare, sempre, e non è in denaro. Pare infatti che ogni qual volta ci si rivolga a questa donna minuta e vestita di grigio, accada subito dopo qualcosa d'infausto allo sfortunato acquirente. Fare affari con Gray Alys vuol dire farlo a proprio rischio e pericolo. Le chiacchere dicono molto sul suo conto. Si narra che un giorno appaia con le sembianze di una bambina, un altro da vecchia o giovane uomo, che conosca i trucchi per far rallentare il tempo e tramutarsi in animale. Sopra ogni altra cosa, Gray Alys non rifiuta mai alcuna commissione, non sa dire di no ai suoi clienti.
Per questo un giorno Lady Melange, una ricca nobildonna del luogo, manda il suo fidato paladino a comprare qualcosa. Blue Jerais chiede a nome della padrona di acquistare il suo segreto. Lady Melange vuole mutare forma, diventare un lupo, come si dice di Gray Alys. La mercante acconsente, ma poi anche Jerais sceglie di comprare qualcosa: le impone di fallire, in modo da impedire alla padrona di ricevere lo stesso dono che gli aveva incaricato di acquistare. Gray Alys ne rimane perplessa, perchè si aspetta fedeltà dal cavaliere, non velato tradimento. Ma non dice mai di no, neanche in questo caso. Così concorda con il paladino di farsi rivedere a un mese esatto dal loro primo incontro. Poi parte verso le Terre Perdute, alla ricerca della commissione. Questo la porterà in una landa desolata dove albergano tenebra, rovine e terrificanti creature. Lì, attraversando una pianura che pare deserto, alla luce di un mondo dove le stesse ombre hanno un corpo, Gray Alys trova ciò che cerca.
Lascio a voi scoprire, se avrete modo di leggerlo e vi consiglio di farlo, come va a finire e il modo tutto suo di soddisfare la clientela.
Detto ciò, è difficile parlare di un racconto come Nelle terre perdute, poichè è denso di un'originalità molto particolare, quasi unica per lo stesso autore. Martin è un maestro del linguaggio, non ci sono dubbi. Leggerlo vuol dire abituarsi a tutta una serie di finezze stilistiche, di ritmi veloci, dialoghi serrati e protagonisti che vivono oltre la carta. Tutte cose che in pochi possono permettersi, in pochi sanno esaltare con la stessa potenza. E in questo racconto George Martin si supera, decisamente. Gray Alys, pur nel suo essere totalmente bizzarra, è una donna che si nasconde dietro un velo di costante silenzio, e le poche parole che dice sono sempre memorabili, ora terribili e portatrici di verità scomode, ma mai fuori posto. Ne risulta un personaggio talmente interessante che è un peccato constatare che un ruolo del genere venga relegato a un semplice racconto. La sua psicologia è perfetta, magnetica, l'autore riesce a dire milioni di cose in una manciata di parole, con uno stile unico e inimitabile. Cos'è davvero questa donna che si spaccia per mercante? Quanto c'è di vero nei pettegolezzi che la riguardano?
Un vero e proprio spreco anche l'ambientazione che fa da sfondo alla vicenda, poichè le idee sono tante e tali da poterci foraggiare a parte un'intera saga. Perchè Martin, che sia un breve componimento o un romanzo di 800 pagine, ci mette sempre quel qualcosa in più capace di legarti alla pagina, senza via di scampo. Nelle terre perdute rappresenta una summa dei suoi pregi, un compendio bellissimo e terribile dove niente è dato per scontato, dove vige un'atmosfera crepuscolare costante, come se il sole non volesse sorgere di propria volontà. Dove le ombre non temono i bagliori di una fiamma e creature sconosciute si stagliano in cielo alla luce di una luna gigantesca. Dove Gray Alys dimostra di saper fare molto più di ciò che la gente mette in giro sul suo conto. Dopo la breve discesa verso il basso con Il drago di ghiaccio, qui si sale, e tanto. Siamo a un livello superiore, e considerando la qualità comunque alta delle storie precedenti, è tutto dire. Da leggere, rileggere e rileggere ancora.
Fattore Martin: Stellare.
StefanoRomagna - 01:03 -
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Categoria: antologie di george martin
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Altri disegni tratti dalle mie storie a cura del mio fumettista preferito. Non avete capito chi è? Dai, su che ci arrivate... 
Si, sempre lui, Comicfun alias Niccolò Pizzorno!
La Dorsale di Arghaat

Una statua che cela un terribile segreto

E non finisce qui! E' in lavorazione una graphic novel su Lacey tratta da tutti i passi già pubblicati. Lo so che continuo a ripetervelo fino allo sfinimento, ma se ve li foste persi li trovate alla categoria esperimenti horror. Non per pedanteria, ma perchè le tavole saranno, a meno di modifiche dell'ultimo momento, prive di vignette, quindi rischiereste di non capirle se non conoscete già la storia. Restate sintonizzati.
StefanoRomagna - 00:05 -
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Categoria: disegni et similia
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