mercoledì, 30 aprile 2008

Vi mostro il mio protagonista, sempre abilmente disegnato da Comicfun.

Andrew


Kora, in una nuova versione


Domani parto per il Trentino, quindi ne approfitto per augurare a tutti  buon ponte del 1 Maggio e tanto divertimento! Lascio i cancelli del blog aperti, fate i bravi mentre sono via. :-)
 

StefanoRomagna - 11:32 - Permalink - commenti (38) - commenti (38) (popup)

Categoria: disegni et similia

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lunedì, 28 aprile 2008

Vincitore del prestigioso premio Nebula, è un racconto di fantascienza che sconfina nel teologico, e lo fa in modo sorprendente. Damien Her Veris, Cavaliere di Cristo, viene incaricato dal suo decano, Santissimo padre dei Quattro Voti e consigliere di sua santità, Papa Daryn XXI di Nuova Roma, di andare nel mondo di Arion a sanare un'eresia. Giuda Iscariota, su quel pianeta abitato da uomini e non umani convertiti al cristianesimo, è stato fatto santo. Durante il viaggio di tre settimane che vede la sua astronave, Verità di Cristo, macinare anni luce nello spazio profondo, Damien legge una Bibbia eretica adottata su Arion.

E' un'opera d'arte molto rara, un libro pesante e ben rilegato, con le pagine decorate in foglia d'oro e le illustrazioni a colori con effetti olografici. Porta il nome di La via della croce e del drago. Pagina dopo pagina, Damien apprende che San Giuda Iscariota non è l'uomo descritto nelle bibbie ufficiali. Nato a Babilonia, impara le arti oscure e diventa il Domatore di Draghi, le creature di Dio più temute su Vecchia Terra. Da lì a farsi Re di Babilonia il passo è breve. E sarà sempre lì, nei giardini pensili costruiti da lui stesso, che verrà processato Gesù Cristo, flagellato prima e reso storpio dopo, ma non ucciso. La via del pentimento lo vedrà in seguito dedicare la sua intera vita a quell'uomo a cui ha spezzato le gambe. Dopo aver guarito sè stesso, infatti, il Signore benedice Giuda e i suoi draghi, facendo di lui il primo dei dodici apostoli. Poi lo incarica di portare la sua fede oltre gli oceani, laddove lui non può arrivare. Giuda passa anni oltre confine, ma quando torna a Gerusalemme trova Gesù morto in croce. Allora scatena la sua ira contro il tempio, strangola Pietro e getta il corpo in pasto ai suoi draghi, accusato di aver tradito Cristo per tre volte.
Il terzo giorno Gesù risorge, e constatando quanto Giuda abbia grandemente peccato, rinnegando ogni suo insegnamento, lo maledice togliendogli ogni potere. Poi resuscita Pietro, che mette in giro menzogne sul suo conto, le stesse che la Chiesa farà sue nei secoli a venire.
Il Signore fa a Giuda un dono terribile, una vita innaturalmente lunga, in modo che col passare del tempo, quando ogni persona a lui cara sarà scomparsa, lui possa continuare a vagare sotto il nome di Ebreo Errante, riflettendo sui suoi peccati.
Sarà solo molto tempo dopo, quando avrà raggiunto la pace, che Gesù tornerà da lui concedendogli il perdono. Damien legge affascinato questa versione apocrifa della Bibbia. Poi, una volta raggiunto il mondo di Arion, va a parlare con il vescovo autore dell'eresia. E' suo dovere chiedere spiegazioni. D'altronde la fede dell'Unica Vera Chiesa Cattolica Interstellare della Terra e dei Mille Mondi non può essere contraddetta. La sua parola è sacra, travalica i pianeti, i sistemi solari, la materia oscura.
Ma Damien capirà che non esiste una sola verità, e ogni moneta ha una doppia faccia. Il fulcro del racconto non è tanto la mirabile fantasia che vede fondere le tradizioni cristiane più radicate con la magia, la superstizione e la mitologia, quanto il continuo dubbio che nulla è totalmente certo. Cos'è giusto? Cos'è sbagliato? Come si fa a capire qual'è la verità dei fatti? E soprattutto, con che diritto si può imporre un credo?
La via della croce e del drago è questo, un bellissimo esempio di come una scrittura eccezionale possa far riflettere, oltre che meravigliare. Venti pagine che hanno il sapore di una crociata, lassù, oltre le stelle, fino al vacillare stesso della fede.

Fattore Martin: Elevato.

StefanoRomagna - 22:54 - Permalink - commenti (28) - commenti (28) (popup)

Categoria: antologie di george martin

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lunedì, 28 aprile 2008



Come anticipato in precedenza, inizia una serie di post incentrata sui racconti di George R. R. Martin.
Doverosa premessa: la maggior parte di essi è contenuta all'interno di un'antologia, Dreamsongs: A RRetrospective, mai tradotta integralmente in Italia. La versione nostrana è stata infatti, al pari delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, spezzettata in più parti da Mondadori. Prevista in svariati volumi singoli, è possibile trovare in commercio solo i primi due tomi: Le torri di Cenere e I re di sabbia, la seconda raccolta che per l'appunto andrò a sviscerare nel dettaglio. I racconti, scritti tra gli anni 70' e i giorni nostri, quindi ben prima che l'autore si facesse conoscere al grande pubblico con le Cronache, hanno vinto una quantità spropositata di premi letterari a livello internazionale, facendo di Martin un maestro della narrazione non solo per il genere fantasy. Ogni racconto, dalla lunghezza variabile, è in sè autoconclusivo. Irrilevante, quindi, è l'ordine di lettura, cosi come pare non esser stato usato alcun criterio particolare nella scelta dei componimenti, accostati in modo da affrontare tematiche ora di fantascienza, ora fantasy o puramente fantastico, fino a sconfinare nell'horror.
Il fattore Martin, al termine di ogni rece, vuole essere un sostituto al voto numerico, un termine che possa far capire quanto ho apprezzato ogni singolo componimento.
Ecco l'indice dei racconti contenuti all'interno dell'antologia I re di sabbia, nonchè l'ordine in cui andrò a parlarne singolarmente:

-  La via della croce e del drago
- Il drago di ghiaccio
- Nelle terre perdute
- Re della sabbia
- I passeggeri della Nighflyer
- Il fiore di vetro
-
Il cavaliere errante

Questa è invece la lista del fattore Martin, a partire dal livello più basso fino all'ultimo, d'eccellenza:

- Modesto
- Discreto
- Elevato
- Stellare
- Gargantuesco


Spero possa interessarvi!

StefanoRomagna - 20:23 - Permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)

Categoria: antologie di george martin

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venerdì, 25 aprile 2008

In questi giorni sto leggendo un'antologia di racconti, I re di sabbia di George R. R. Martin. Complice l'entusiasmo, dato che più vado avanti più mi sento rapito da storie così belle, ho deciso che al posto di una singola recensione farò un breve commento su ognuno di essi, in modo da approfondire la trama e valutarli nella loro individualità. Tra fantasy e fantascienza, al termine di ogni commento aggiungerò un apposito indice di gradimento atto a distiguere, in mezzo alla sterminata raccolta di componimenti brevi, i più epici e meritevoli. E ora vi lascio ad altri disegni di Comicfun, sempre tratti dal mio romanzo.

Teschioscuro e Squamombrosa, di fronte a un muro di fuoco


Boor


Ilesh


Un corvo misterioso

StefanoRomagna - 00:12 - Permalink - commenti (38) - commenti (38) (popup)

Categoria: disegni et similia, antologie di george martin

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mercoledì, 23 aprile 2008



Sofia, una ragazza orfana di 13 anni, un bel giorno viene adottata da un misterioso professore di Antropologia. Egli la porta via dall'istituto in cui ha passato tutta la sua breve vita in favore di una casa vicino al lago di Albano, tra natura e boschi ameni che nascondono molte cose. Perchè c'è mistero attorno alla protagonista, allo strano neo che ha sulla fronte. Sofia è l'erede di Thuban, un drago millenario di una civiltà ormai estinta. Il male è incarnato in Nidhoggr, terribile viverna che cova il suo odio dai recessi della terra. Il sigillo millenario che lo ha imprigionato sta infatti per venire meno, e si prospetta una guerra lunga e sanguinaria.
Con la sua ultima fatica, Licia Troisi vira verso il fantastico, abbandonando per la prima volta i paesaggi del Mondo Emerso e il genere fantasy che l'ha resa famosa.
Un libro, La ragazza drago, che ho letto con trasporto e coinvolgimento. L'ambientazione è peculiare: la storia si svolge tra Roma, il lago di Albano e Villa Mondragone, perdendo l'epicità tipica di un mondo immaginario in favore di un registro più realistico, nei mezzi e nelle vedute.
Lo stile è il medesimo di sempre, efficace e mai prolisso, mira al sodo senza esibirsi in sterili giochi di retorica. Ma La ragazza drago è anche un romanzo ricco di idee che gettano le basi per una saga dalle prospettive interessanti, con una protagonista che è lontana anni luce dai canoni dell'eroina senza macchia e senza paura.
Sofia è una ragazzina, con tutti i pregi e le debolezze del caso. Soffre di vertigini, ha alle spalle un passato difficile e non riesce a comprendere la grandezza dei poteri che albergano in lei. I suoi saranno mesi di crescita durissima, accompagnati da una fragilità che non le impedirà comunque di apprendere come usare L'occhio della Mente e di trovare il frutto dell'Albero del Mondo, fino al primo volo, quando sarà pronta a spiegare le ali di Thuban. Al suo fianco troviamo il professore, mentore e confidente, nonchè il padre che non ha mai avuto, e Lidja, una circense a cui sembra accomunata dal destino. Quest'ultima, spavalda e diffidente, rappresenta solo una faccia diversa della stessa medaglia, poichè nonostante la grinta e il coraggio, è di Sofia che avrà bisogno alla fine di tutto. E' tra una fuga dall'Assoggettato Mattia, un inganno fatto di innesti e ali meccaniche, e un'immersione nel buio del lago che vivremo le loro avventure.
L'ultimo lavoro di Licia è forse anche il più ricco di riferimenti alla sua vita personale, come se lei in fondo volesse rendere partecipe il lettore di passioni che travalicano la pagina.
Il professor Georg Schlafen (dal tedesco dormire), originario di Monaco di Baviera, il continuo ammiccare verso le stelle e l'astronomia, tra Pleiadi, Orione e Venere, le riflessioni su una città multiforme come Roma sono solo alcuni degli aneddoti che ho trovato leggendo. Un buon libro, all'altezza delle aspettative, nonostante abbia notato una frettolosità di fondo che per alcune cose continua a rimanere, oltre a un abbassamento del target di riferimento. Niente violenza, quindi, nè spargimenti di sangue. Dimenticate Yeshol, Il Tiranno e La setta degli assassini, poichè non troverete quel genere d'emozione. L'oscurità dei cicli precedenti è spazzata via dalle ali di Sofia, un nuovo vento accarezza il lettore.
Licia si mette in discussione, e vince. Paolo Barbieri, l'artefice di una copertina così evocativa, la più bella di tutte oserei dire, la segue a ruota. Ragion per cui, se avete amato la Troisi è da acquistare a occhi chiusi, perchè non c'è libro più sincero di questo. Di contro, se Cronache e Guerre non vi sono andate giù, pur nella sua freschezza non sarà La ragazza drago a farvi cambiare idea. A voi la scelta!

StefanoRomagna - 01:20 - Permalink - commenti (72) - commenti (72) (popup)

Categoria: angolo del recensore

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lunedì, 21 aprile 2008

"...Il Dremor si stagliava lì vicino, un serpente sgusciante da quella mano immaginaria. Oltre il suo fluire, a decine di leghe, solo nuvole.
Abbacinanti cumuli rosati, screziati nel bianco.
Sorgevano all'orizzonte, i confini del mondo..."






Sempre a cura di Comicfun...


StefanoRomagna - 16:34 - Permalink - commenti (60) - commenti (60) (popup)

Categoria: disegni et similia

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sabato, 19 aprile 2008



Blaze, scritto sotto lo pseudonimo di Richard Bachman e dato alle stampe di recente, è il romanzo di King più particolare tra quelli letti. Clayton Blaisdell Jr, vero nome del protagonista, è un uomo goffo e dalle limitate capacità mentali. Alto due metri, il suo dolce peso raggiunge i 140 kg. Un vero e proprio gigante, con in più un buco in fronte causato da una caduta che non lo lascia passare inosservato.
Vittima in tutti sensi di una vita che gli ha riservato solo traumi, Blaze si guadagna da vivere grazie a furti occasionali, poi con colpi sempre più rischiosi.
E' tra una rapina e l'altra che decide, assieme al suo unico amico George, di rapire un bambino appartenente a una ricca famiglia del Maine. Peccato che George, la vera e propria mente di ogni atto criminale, muoia prima di passare ai fatti.
Il problema è che Blaze continua a sentire la sua voce, a parlare con lui come se non se ne fosse mai andato. E George gli risponde, ora scherzoso, ora contrariato, ora deciso. Questo crea nel lettore più di un grattacapo. George è morto davvero? O al contrario, è realmente esistito o quella voce che interviene quando meno ce lo si aspetta è frutto della mente deviata di Blaze? Uno scisma di coscienze?
Il romanzo non da risposte a queste domande. La lettura scorre nel continuo dubbio che qualcosa non vada per il verso giusto. Tuttavia, e questo è il motivo per cui non amo il modo in cui SK viene etichettato, nella trama non c'è alcuna vena horror. Non è neanche un thriller, ma una bella storia, superbamente narrata tra flashback e brani che si fanno strada in dettagliati aneddoti sulla vita del protagonista. Scopriremo che Clayton non è poi così stupido, che il vero motivo di tale goffaggine è da ricercare nel suo passato, in quei bui episodi che lo hanno trasformato nella persona che è adesso. Un padre violento che lo ha scaraventato giù dalle scale provocandogli un coma, i primi amori non corrisposti, le continue prese in giro dei coetanei per il suo aspetto fisico...
Blaze commuove, senza mezzi termini.
E' un cattivo, ma risulta impossibile non affezionarsi a lui, non ridere di fronte ai suoi errori, scontati per una persona normale, difficili da evitare per uno in quelle condizioni, il modo tutto suo con cui affronta i problemi. Un personaggio a tutto tondo davvero peculiare con quelle mani enormi che cullano il neonato Joe, così dolci eppure terribili quando si arrabbia. Un romanzo che lascia un profondo senso di tristezza, pervaso da un lirismo che solo lo stile del King giovanile poteva rendere tanto efficace. Si, perchè nonostante la recente pubblicazione, Blaze risale agli anni 70', ed è quindi privo del fastidioso divagare dei suoi romanzi più recenti. E se non vi bastasse una storia così affascinante, a fine lettura troverete Memory, un racconto breve da cui è cresciuto il germe creativo di Duma Key, in uscita il 4 Maggio prossimo. La ciliegina di una torta che ha il sapore giusto.

StefanoRomagna - 15:24 - Permalink - commenti (43) - commenti (43) (popup)

Categoria: stephen king, angolo del recensore

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giovedì, 17 aprile 2008

Era da tanto che non vi proponevo nuove foto di viaggi.
Ecco Londra, una città dai mille contrasti eppure ugualmente bella.

Trafalgar Square


Trafalgar Square II


The London Eye


The Tower Bridge


Tulipani a St. James Park


Dettaglio del Big Ben


Westminster Abbey dal London Eye


Westminster Abbey dalle rive del Tamigi


Westminster Abbey by night



Il Big Ben e The London Eye



La mia preferita: Luna che sorge dai tetti di Notting HIll


Le foto stavolta sono state scattate dal mio babbo, a cui mando un abbraccio infinito.

StefanoRomagna - 23:16 - Permalink - commenti (46) - commenti (46) (popup)

Categoria: viaggi, fotografie

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mercoledì, 16 aprile 2008



Termina il viaggio attraverso Le guerre con questo ultimo, smagliante romanzo.
Un saluto al Mondo Emerso che piange solitudine, cordoglio, gesta cristallizzate nel tempo. Mi è piaciuto, nonostante rimanga dell'idea che la Troisi può ancora dare moltissimo.
La storia continua imperterrita nella sua corsa disperata, le pagine volano sotto occhi avidi di sapere. L'attenzione è costante, le emozioni crescono, si avviluppano su sè stesse nel tentativo di capire se Dubhe ce la farà a sconfiggere la maledizione, se Learco sarà in grado di opporsi al padre Dohor, se Sennar vincerà i fantasmi del passato. Un Nuovo Regno è senz'altro il libro più completo di Licia, ma anche il più complesso e probabilmente discusso. 500 pagine di intrighi, conflitti, chiaroscuri tra i protagonisti, volutamente inseriti in un contesto che li contrappone l'uno all'altro. Dubhe e Theana, Sennar e Lonerin, Ido e San. Aster su tutti, che torna a dire la sua e sorprende per la pacatezza di quegli occhi, di un verde assoluto.
I destini si intrecciano e ogni cosa va al suo posto come deve essere. La terza parte è totale azione e cuore, vi saranno nuovi arrivi e perdite terribili, tra duelli e riti magici. Il sentimento pervade ogni cosa, fino a toccare inedite punte di lirismo. Un canto del cigno che sfiora le corde giuste.
C'è solo un però, ed è lo stesso da sempre, da quando seguo l'autrice fin dal suo esordio. C'è la trama, c'è la vita dei personaggi e la curiosità di andare avanti, ma manca l'ambientazione di fondo. Il Mondo Emerso è sviluppato quel tanto che basta da mandare avanti i fili della narrazione, nulla si approfondisce e le domande alla fine dei giochi permangono. Sarà che io amo il background, un universo definito nei minimi dettagli dove niente è lasciato al caso, ma questa è una cosa che puntualmente mi delude. Il talento c'è, i personaggi di Licia hanno la forza di vivere in quelle pagine, non solo da testimoni, ma da uomini e donne che lasciano il segno. Allora perchè non sforzarsi anche per il resto? Perchè non incanalare del tutto una voce tanto potente? Questo è, a mio avviso, l'unico motivo per cui Cronache e Guerre sono bei libri ma non capolavori, perchè la Troisi ha uno stile così diretto da riuscire a infrangere ogni barriera e arrivare al cuore del lettore. Ed è un peccato che un pregio così raro vada a scontrarsi con delle ingenuità che, tutto sommato, si potrebbero evitare facilmente. Detto ciò, Un nuovo regno merita comunque attenzione, rimanendo la prova più matura, struggente e sentita dell'autrice.
E domani corro ad accaparrarmi La ragazza Drago!

StefanoRomagna - 00:34 - Permalink - commenti (72) - commenti (72) (popup)

Categoria: angolo del recensore

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martedì, 15 aprile 2008



Continua il viaggio nell’ultima trilogia di Licia con questo secondo episodio: Le due guerriere.
Una lettura gradevole, ma dal risultato non all’altezza della Setta, probabilmente a causa del fatto che è un romanzo di mezzo, quindi senza un vero inizio e una doverosa fine. Ho maturato l'idea che la Troisi in questo caso non abbia premuto a fondo l'acceleratore.
La storia ruota attorno a Dubhe, ormai affermata nuova protagonista. Una ragazza tormentata costretta a fare i conti con una maledizione che le risucchia a poco a poco ogni barlume d’umanità. Il Mondo Emerso è sotto il giogo di Dohor, ma la posta in gioco è più alta di quanto ci si aspetterebbe. L’ombra del tiranno Aster incombe minacciosa, nuove trame vengono tessute nell’oscurità, mentre Dubhe e Lonerin oltrepassano i confini del Saar per raggiungere le Terre Ignote.
Ma Rekla, la guardia dei veleni, è sulle tracce della fuggitiva e non intende arrendersi. E’ quest’ultima a risultare il personaggio più sorprendente. Cattiva fino al midollo, spietata e guidata da una fede incrollabile, Rekla eclissa tutto il resto. Molto ben sviluppata, scopriremo dei retroscena interessanti sul suo conto.
Resta un solo rammarico: la Troisi ha solo scalfito le sue potenzialità, e l’odio che la muove si esaurisce prima del previsto, così come l'epico duello in cui si capirà cosa è veramente. Un vero peccato che tanta personalità termini in modo così frettoloso.
Purtroppo appaiono un po’ sottotono anche i rimanenti antagonisti.
Yeshol è fiacco, la Setta si vede poco, i ritmi sono i soliti velocissimi a cui l’autrice ci ha abituato, ma si sente la mancanza di qualcosa. E’ come se avesse voluto porre enfasi sul passato, dando spazio a Sennar e togliendolo ai nuovi protagonisti. Ne viene fuori un Lonerin che continua a non convincermi e un Learco appena abbozzato.
Resta comunque grande il pathos della vicenda, i ricordi che si fondono, e Nihal…
La mezz’elfo, l’eroina della Battaglia d’inverno, brilla sullo sfondo in un bellissimo gioco di sfumature arricchite dal nipote San e il personaggio che più mi è entrato nel cuore: Ido. Un intreccio di storie, quindi, che vede Dubhe contrapposta a Lonerin, a sua volta amato dalla maga Theana. La cattiva ragazza contro l'immagine della perfezione. Ancora una volta la bambina della morte saprà rapirci con i suoi drammi, i continui accenni a un Maestro mai del tutto dimenticato e quella spada di damocle dal nome Bestia che le pende sulla testa.
E potrei andare ancora avanti, ma non intendo rovinare la sorpresa a nessuno. Una menzione d'onore va a Paolo Barbieri, le cui copertine sono sempre dei piccoli grandi capolavori.
Detto ciò, questo è Le due guerriere: una storia ben delineata narrata da uno stile consolidato, agile in ogni situazione, ma con troppi alti e bassi.

StefanoRomagna - 00:10 - Permalink - commenti (39) - commenti (39) (popup)

Categoria: angolo del recensore

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