mercoledì, 30 gennaio 2008

Scrivere per me è come guardare il cielo stellato nella più tersa delle notti.
Non comprendo perchè lo faccio, intravedo appena la meraviglia dei puntini luminosi. Viaggio da una costellazione all'altra con gli occhi lucidi, gonfi di un'insondabile riverenza. Eppure so di averne bisogno, che non saprei farne a meno, che non c'è altro di cui mi importi se non fissare a lungo quella miriade di universi distanti, quella culla di astrale bellezza. E mi sembra quasi, delle volte, di squarciare il vuoto e toccare con mano una verità solo a me accessibile, oltre la vertigine. Un vento che mi accarezza, mi scuote, e si dirige verso una dimensione parallela fatta di sogni, speranza, dove nessuno è solo, dove non esiste il pregiudizio, la cattiveria, l'ipocrisia. Dove ciò che conta è la volonta dell'essere. Iniziare a scrivere è stato, nel bene e nel male, una cosa che mi ha cambiato per sempre, un dono meraviglioso che spero possa accompagnarmi negli anni, illuminando il buio, cancellando le incertezze, vanificando le insicurezze, ostacoli immancabili nel percorso di ognuno di noi. Scrivere è la colonna portante del mio mondo interiore, un luogo che lascia spazio ai sentimenti, alle lacrime, alla commozione. E' una musica bellissima che non smetterei mai di ascoltare.
mercoledì, 30 gennaio 2008
Mi trovo in piena fase pre-esame. Autori da ripetere, appunti da rivedere e una fifa matta da dominare.
Indi per cui, le mie sinapsi non hanno altro da aggiungere se non questo:
Quién eres tu, lucero misterioso
Timido y triste entre luceros mil,
Que cuando miro tu esplendor dudoso
Turbado siento el corazòn latir?
Es acaso tu luz recuerdo triste
de otro antiguo perdido resplandor,
cuando engañado como yo creiste
eterna tu ventura que pasò?
Chi sei tu, stella misteriosa
timida e triste tra le mille stelle,
che quando guardo il tuo splendor dubbioso
turbato sento battere il mio cuore?
E' forse la tua luce triste ricordo
di antico perduto splendore,
quando ingannato come me credesti
eterna la ventura che passo?
A una estrella, Espronceda
Ah, se non ve ne foste accorti, sono tra i candidati ufficiali per il miglior Z blog letterario del 2008. Quindi, se reputate il mio spazio sufficientemente valido, clikkate sul banner a destra e votatemi. Approfittatene anche per dare un'occhiata alle altre nomination, ce ne sono alcune molto valide. Buona giornata a tutti.
StefanoRomagna - 09:24 -
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Categoria: aforismi e poesie
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domenica, 27 gennaio 2008
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Categoria: stronzate
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martedì, 22 gennaio 2008
Ultime foto scattate a parigi. In numero maggiore rispetto al solito, ho comunque dovuto fare una cernita, avendone più di seicento. Iniziamo dalle peggiori, fino ad arrivare, via via, a quelle che reputo più belle. Ah, stoppate per un secondo la colonna sonora e godetevi questa splendida canzone per entrane nell'atmosfera. :-)
Quelqu'un m'a dit
Io, in posa bovina.

Facciata del Louvre
La torre Eiffel da Montmartre
La torre Eiffel da Montmartre 2
Uno scatto rubato della Gioconda
Tour Eiffel dans la nuit
Tour Eiffel 2
Tour Eiffel 3
StefanoRomagna - 14:49 -
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Categoria: viaggi,
fotografie
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domenica, 20 gennaio 2008
It è uno di quei libri che incute timore, quando lo vedi ammiccare dallo scaffale di una libreria, e per motivi spesso non correlati ai suoi agghiaccianti contenuti.
La mole non particolarmente esile di ben 1238 pagine, può allontanare i più alla lettura. Se non siete avvezzi al genere horror, poi, scartarlo a priori vi verrebbe quasi spontaneo. Io l'ho terminato, e vi consiglio di non commettere questo errore. Lo dico in tutta franchezza, poichè vi perdereste una delle più belle storie mai scritte.
Il romanzo-fiume di Stephen King, definito all'unanimità come il suo capolavoro, è un'opera complessa, intrigante, che lascia scie di sangue e cuore. Non mi è semplice recensirlo, perchè tante e tali sono le emozioni, le sensazioni e le situazioni, che non credo riuscirei a rendergli la giustizia che merita. Sarebbe come descrivere solo la punta di uno sterminato iceberg. Ad ogni modo, intendo provarci.
Volano, Georgie, eccome se volano...
Derry, una delle tante cittadine del Maine, è un luogo strano. Siamo nel 1958, qualcosa di sbagliato, primordiale e antico come il tempo aleggia tra le sue vie, e non c'è luogo della zona che si sottragga a quest'influenza. Da Kansas street ai Barren, dal cinema Alladin alla discarica, dai boschi divisi dal Penobscot alla ferriera abbandonata, il male prolifera attraverso vie oscure. Sembra infatti che i bambini facciano gola a un mostro terrificante, che li rapisce, li squarta e li restituisce... in parte.
La vicenda si apre con Georgie, fratello di Bill, uno dei protagonisti, intento a giocare durante un acquazzone. La sua barchetta, la cui carta è protetta da uno strato di paraffina, scorre lungo le fenditure della strada. Corre, solca l'acqua inseguita dal bambino con l'impermeabile giallo, fino a perdersi all'interno di un tombino. E' qui che tutto ha inizio, all'apparenza. Con la comparsa di Pennywise, tra i più geniali e malati personaggi di King. Il diabolico pagliaccio è la dimostrazione perfetta di quanto una figura come un clown, che convenzionalmente è associata al riso, allo scherzo e all'ilarità, se estrapolata dal contesto può tramutarsi in un incubo senza fine. E tale rimarrà fino alla conclusione della storia.
Sette ragazzi, accomunati dal destino, scoprono che tutti gli eventi infausti legati a Derry ruotano attorno a questa misteriosa entità, denominato It da loro stessi. Esso, tradotto dall'inglese, poichè non è chiara la sua reale natura. It incarna il male assoluto, il fulcro stesso di ciò che ci spaventa, e cambia forma. In continuazione. E' diverso, variegato e ti colpisce nel personale, sempre. Una volta è un lupo mannaro, un'altra una mummia, un'altra ancora un uccello gigantesco. It è come l'acqua, si adatta al contenitore che va ad infestare.
E loro malgrado, i protagonisti saranno costretti a stanarlo nelle fogne, il rifugio dove si nasconde e ritorna ogni 27 anni, per ucciderlo. Da qui si sviluppa il cuore del romanzo, che vede questa banda di ragazzi combattere contro Pennywise fino alla resa dei conti, molti anni dopo. Quando il mostro si sveglia e pretende il suo tributo di sangue, quando i ricordi tornano prepotentemente a galla, quando i ragazzi, ormai uomini, dovranno abbandonare le loro vite e fare i conti con un passato che non ha alcuna intenzione di essere archiviato.
In questo romanzo SK da il meglio di sè, è inutile girarci intorno.
Benedetto da una scrittura eccezionale, It è una vera e propria enciclopedia di emozioni, la sinergia perfetta di angoscia, timore e tensione.
Una storia d'amicizia, in primis, dove trovano anche spazio tematiche come l'amore, l'ambizione, la solidarietà e la tolleranza. Non soltanto un horror, quindi, come potrebbe sembrare. E' un manifesto, un affresco della provincia americana tinteggiato in modo perfetto, senza sbavature. Amerete i protagonisti, ognuno speciale a modo proprio. E arriverete ad amare persino Pennywise, sadico oltre ogni decenza e umana sopportazione. Al termine della lettura vi mancheranno i palloncini, vi mancheranno le voci che chiedono aiuto dallo scarico del lavandino.
Vi mancheranno le numerosissime situazioni che compongono la storia. Ce ne sono davvero tante, e ognuna è frutto del genio disturbato di King. Una su tutte, quella del frigorifero vicino alla discarica, mi ha seriamente inquietato.
It è questo: è Bill tartaglia, il balbuziente che sfreccia su Silver a tutta velocità, ma anche il goffo Ben che scrive poesie a Beverly, è Stan che non ha il coraggio di promettere, o Mike il negro, o Eddie che non riesce a separarsi dal suo inalatore. It ammalia con gli scorci di Derry, con la cisterna abbandonata, il Canale, gli onnipresenti pon pon arancioni di Pennywise, fino a regalare un mondo intero di passione, di cordoglio, di furore. It è il sangue che vedono solo i bambini, è un album di vecchie fotografie sbiadite che prende vita, è il biglietto per un viaggio allucinato che vale tutti i soldi spesi.
E l'autore cattura, sempre. Anche quando divaga al limite del sopportabile, King ha il dono di rendere interessante, con aneddoti smaliziati e uno stile unico, anche la cosa più banale. Vi scuoterà nel profondo, sviscerando una quantità pazzesca di dettagli, sprazzi unici nella quotidianità dei sette perdenti. Fino all'ultima pagina, quando scoprirete cos'è davvero quest'entità, e si parlerà di pozzi neri e tartarughe. Fatevi un regalo, andate a Derry. Fate scorta di dollari d'argento da fondere, e ricordate: Pennywise vive, e ama i palloncini.
StefanoRomagna - 22:13 -
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Categoria: stephen king,
angolo del recensore
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venerdì, 18 gennaio 2008
Stanno Stretti Sotto Ai Letti Sette Spettri A Denti Stretti...

Stay tuned: the complete review of Stephen King's outstanding novel will be released on Sunday 20th. Don't miss it!
Have a bloody week-end,
Pennywise The Clown.
StefanoRomagna - 13:16 -
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Categoria: citazioni,
libri
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martedì, 15 gennaio 2008
Nell'attesa di terminare It con annessa recensione, e sapendo che non a tutti interessa Stephen King, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate dei libri in questione:

Su Christopher Paolini e le sue storie se ne sono dette un pò di tutti i colori, dal raccomandato di turno che ha pubblicato solo grazie ai genitori editori a operazione commerciale perfettamente riuscita, da copia carbone di Star Wars in salsa Fantasy a vero e proprio erede di J.R Tolkien. Tralasciamo il film, definito una ciofeca da chiunque l'abbia visto, me compreso.
Io credo che la verità stia nel mezzo, e forse spiazzerò qualcuno, dicendo che Eragon a me è piaciuto, e un sacco. L'ho trovato fresco, semplice nel dispiegare una trama forse non originale, ma che è riuscita ad avvincermi. In fondo, se mi è concesso dirlo, ha rimaneggiato i classici archetipi del genere come altri autori, aggiungendoci del suo.
Un pò meno ispirato Eldest, che ho trovato forzato e inutilmente prolisso in alcuni punti. E voi? Qual'è la vostra opinione su Saphira e compagnia bella? Vi è piaciuto? E se si, perchè? Quanto del successo ottenuto è dipeso dal fatto che abbia esordito a 15 anni? E quanto invece dalla pubblicità sempre più martellante?
Da oggi nasce una nuova categoria: opinioni opinabili. Ditemi la vostra!
AGGIORNAMENTO
E' di stamane, fresca fresca, la notizia più attesa per i fan di Paolini.
E' finalmente stata rivelata la copertina, sempre a cura di John Jude Palencar, e il nome del terzo volume, nonchè la sua data di uscita per il mercato americano.
Brisingr uscirà in lingua inglese il 20 settembre di quest'anno, mentre una traduzione in italiano è auspicata solo a 2009 inoltrato. Mi sa tanto che lo leggerò in lingua originale. La data di uscita è stata anticipata per permettere alle librerie più importanti di organizzarsi e festeggiare come si deve l'evento.
Sarà rilasciato negli Stati Uniti in copertina rigida e audio-book, in una tiratura di 2,5 milioni di copie, la più alta mai prodotta dalla casa editrice Random House per un libro singolo.
Sono troppo curioso! Sembra infatti che l'autore abbia cambiato idea sia sul titolo, sia sull'oggetto della copertina, sia sul numero di volumi. Quindi niente drago verde smeraldo nè un nome da sei lettere che inizia con E, e neanche trilogia dell'Eredità, sostituita dalla parola Ciclo. Data la mole della storia, verrà scritto un quarto episodio, di uscita ignota.
Cosa ancora più importante, Brisingr vuol dire "fuoco" nell'antica lingua, ed è anche il primo incantesimo che Eragon apprende. Lo stesso Paolini afferma che il termine ha un significato molto più importante di quanto ci si possa aspettare. Staremo a vedere, spero solo che la prolissità di Eldest rimanga confinata lì dove non l'ho gradita.
L'articolo completo lo trovate a questo link:
www.fantasymagazine.it/notizie/8486/
StefanoRomagna - 19:52 -
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Categoria: libri,
fantasy,
opinioni opinabili
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domenica, 13 gennaio 2008
Un grazie ad Alberto, mamma e papà, sorella e Beatrice per questi splendidi regali di Natale che ho ricevuto! Tra Cose preziose, Christine, Dolores Claiborne, Rose Madder, La Zona Morta,
L'ultimo cavaliere e I figli di Hurin, di cose da leggere ne ho parecchie.
Il Signore degli Anelli in versione deluxe, in carta lucida e con le illustrazioni di Alan Lee è senz'altro un gioiellino da sfogliare con i guanti. Menzione d'onore ai miei cugini per La lama sottile e Il cannocchiale d'ambra, di Philip Pullman, già apprezzati e digeriti.
Non meno importanti sono queste autentiche gemme di fantascienza. L'ultimo, La guerra dei Mondi di Wells, l'ho trovato solo in lingua originale, ma non lo considero un problema. Buona lettura e domenica sera a tutti.
StefanoRomagna - 21:04 -
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Categoria: libri,
vita quotidiana
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mercoledì, 09 gennaio 2008
Ho letto tanta Fantasy, e della più variegata. Da Tolkien a Brooks, da Ende alla Le Guin, da Pullman alla Rowling, con tutto quello che sta nel mezzo, tra cui R.A Salvatore, Licia Troisi e Christopher Paolini, senza disdegnare Cornelia Funke.
George Martin però, come del resto anche Robert Jordan e M. Z. Bradley, è un autore che non conosco.
Dato che questo blog ha velleità "Fantastyche" e come tale è nato, mi piacerebbe parlarne con voi. Per cui se avete letto Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco e volete darmi qualche consiglio o suggerirmi da dove iniziare, o al contrario se ritenete che non ne valga la pena, commentate pure. Io ho solo capito che è una saga sterminata e ancora in corso d'opera.
Questo è un dibattito a tutti gli effetti. Buona giornata.
StefanoRomagna - 16:53 -
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Categoria: libri,
fantasy
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venerdì, 04 gennaio 2008
La penombra, sconfinato manto oscuro, sembrava tanto fitta da racchiudere un intero universo di paure, gemiti sommessi e angoscia. Una gamma di emozioni così vasta che difficilmente avrebbe attecchito in un ambiente piccolo come il pianerottolo. Ma era casa Trevor, un dettaglio che poteva dire tutto e niente allo stesso tempo.
Rachel ansimava, totalmente preda di un panico ancestrale, Martin lì accanto a lei, che tentava di proteggerla con il suo corpo da qualcosa che non trovava spiegazioni.
La bambina barcollava, avanti e indietro, come se fosse in procinto di vomitare. Nessuno sapeva quanto fosse innocua, o se, al contrario, l'aspetto grottesco del suo viso fosse solo l'anticamera di poteri terribili. Suo padre però sapeva che non sarebbe stato in grado di colpirla. Non poteva. Pregò più volte che rimanesse dov'era, che non si avvicinasse ulteriormente. Non sapeva cosa aspettarsi. Il cuore era ormai lacerato dalla sofferenza di vederla in quello stato. Cos'era successo? Quale diavolo nascosto avevano invitato dentro senza saperlo?
Poi accadde qualcosa di totalmente inaspettato, nel giro di un secondo.
Un rumore sordo, come di vetri infranti. L'eco delle schegge proveniva dal piano superiore. Era stata lei? Non ci fu tempo per indugiare sulla questione.
L'attimo fu sufficiente a distrarre Lacey, che si guardava intorno come stordita, e far sì che Martin riuscisse a sottrarle la bambola. Non appena Mo' venne allontanata dall'abbraccio caldo della padrona, la bambina riacquistò il suo aspetto naturale. Gli occhi colmi d'orrore indugiarono sulla bambola, poi Martin la scaraventò lontano da loro, con tutta la sua forza. Mo' rimbalzò contro la porta d'ingresso per ricadere a testa in giù, sul pavimento.
Anche Lacey cadde a terra, priva di sensi, il volto una maschera cinerea, le braccia gelide. Respirava regolarmente, ma il turbamento era evidente. Aprì gli occhi, come se vedesse la luce per la prima volta dopo ore di tenebra assoluta.
"Papà", disse stavolta, e la voce non fu più tenue di un sussurro.
"Piccola mia", rispose Martin con le lacrime agli occhi. Entrambi i genitori l'abbracciarono, tenendola stretta. Un groviglio di corpi, d'amore. Una famiglia distrutta, che in poco si era persa e in poco s'era ritrovata.
"Papà, mamma", ripetè, "ho fatto una cosa terribile."
Lacey si rimise in piedi, davanti allo sguardo costernato di entrambi. Aveva scalato l'abisso in cui era precipitata, appiglio dopo appiglio, senza mai guardare verso il basso, verso quel terribile buio gravido di vertigine e dolore. Poi cercò la bambola, e con un gemito di stupore constatò. Mo' era scomparsa.
StefanoRomagna - 15:40 -
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Categoria: esperimenti horror
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