mercoledì, 28 novembre 2007

La setta degli assassini
Mi sono accostato alla Setta degli Assassini con una buona dose di aspettative, lo ammetto. Avendo già letto da tempo le Cronache del Mondo Emerso della nostra italianissima Licia Troisi, ero davvero curioso di sapere cosa si fosse inventata questa volta. Ebbene, sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo primo volume della nuova trilogia.
A partire dalla copertina di un Paolo Barbieri sempre più bravo,  in grado di attirare, incuriosire come pochi altri possono permettersi. I colori sono perfetti, idem la scena rappresentata. Un'illustrazione di indiscutibile talento artistico.
Ma veniamo al sodo. La trama colloca l'azione 40 anni dopo la sconfitta del tiranno Aster. Il Mondo Emerso è tuttavia minacciato da oscuri segreti, e la pace sembra ancora più lontana.
Di Nihal e Sennar, i grandiosi condottieri della passata trilogia, non rimangono che appariscenti statue nelle piazze delle città. Non c'è spazio per loro, in questo nuovo episodio, se non tramite le sapienti pennellate dispensate raramente dall'autrice.
Ne risulta un affresco di assorta malinconia, che per mano ti conduce indietro nel tempo, con un sorriso.
Dubhe, da nuova protagonista, regge bene. A partire dal nome, di origine araba, lo stesso di una stella dell'Orsa Maggiore.
Mi è piaciuta fin dall'inizio, pur avendo il timore che assomigliasse troppo a Nihal. Sarà che tendo a immedesimarmi con i personaggi tormentati, o forse è per via del fascino tra il bene e il male in cui si trovano, ma l'ho trovata diversa, profondamente diversa dalla mezz'elfo guerriera. E' per certi aspetti più credibile, umana, meno infallibile nelle debolezze che si porta dietro.
Una bambina che, per un imperdonabile errore, rimane segnata a vita, scacciata a forza degli abbracci amorevoli dei genitori. Costretta a sopravvivere da ladra prima, sicario dopo. La sua è una maledizione interiore, non soltanto dovuta al sigillo della Setta, un ricatto di inaudita cattiveria che non potrà non commuoverci, affliggerci come se fossimo noi a portare sulle spalle quel fardello.
Inevitabili le scene tristi, i continui flashback dove apprendiamo del Maestro, della sua vita passata, dei sentimenti che non si possono esprimere. Toccanti. Indubbiamente la parte della storia che ho gradito di più.
In questo campo la Troisi dimostra una delicatezza genuina, come se si muovesse tra i fili delle emozioni in punta di piedi, senza disturbare, senza farsi notare. Carini i cattivi di turno, soprattutto il machiavellico Yeshol e Reckla, la Guardia dei Veleni.  Inizierete a disprezzarla subito, ve lo garantisco. Poteva essere meglio caratterizzato Lonerin, che fa un pò la figura dello scemo di turno, accettando un incarico più grande di lui. Perfetto invece Ido, il personaggio che ho più amato nella scorsa trilogia. La vecchiaia non lo ha minimamente scalfito, e sono sicuro ne vedremo delle belle andando avanti con la trilogia.
Per quanto riguarda la scrittura, si nota immediatamente uno stile più sicuro dell'autrice, autorevole, meno incerto rispetto al passato, sebbene a mio avviso qualcosa da migliorare c'è ancora. Lo stile è volutamente minimale. Le parole vanno dritte al sodo, senza perdersi in orpelli di poco conto. L'incedere della lettura è quindi estremamente fluido, lo si beve come un bicchier d'acqua, direbbe qualcuno di mia conoscenza.
Questo è senz'altro un pregio non indifferente. Spesso si critica la semplicità di un testo dimenticando che il fine primo di un libro è avvincere, trascinare, costringerti a voltare ancora un'altra pagina, prima di spegnere la luce e andare a dormire.
La Troisi ci riesce perfettamente.
Non è esente da difetti, comunque. Avrei gradito una maggiore caratterizzazione della Setta, argomento molto affascinante, così come mi sono sembrate un pò forzate alcune sterzate brusche della trama. Ma sono difetti veniali, non poi così importanti. Il mio giudizio, per quel che può valere da apprendista scribacchino quale sono, è una promozione piena.

StefanoRomagna - 13:50 - Permalink - commenti (38) - commenti (38) (popup)

Categoria: fantasy, angolo del recensore

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mercoledì, 21 novembre 2007

Aggiornamento: mi è stato recapitato un nuovo disegno di Comicfun.
Lo aggiungo in questo stesso post. Ribadisco i miei complimenti per tanto talento messo a mia disposizione e invito tutti a visitare il suo blog, dove troverete altre tavole non meno belle! Buona domenica sera a tutti.


Lacey 2

                                        Aggiornamento 2: un altro ancora!!


Lacey 3 La bambina poggiò i piedi sul tappeto del pianerottolo, sfiorando la ringhiera con delle mani mai così gelide. L’ultimo gradino era stato oltrepassato, come se lì, nel legno intagliato delle scale, avesse trovato posto un confine. Un limite tra il bene e il male. Ma la rampa era ormai alle sue spalle, Martin e Rachel dinanzi a lei. Non osavano muoversi se non per i tremiti dovuti alla paura.
Quel confine era già vecchia storia.
“Bisogna guardare avanti, Lacey”, disse la diabolica vocina nella sua testa. Era un sussurro, incerto da dire se fosse stato udibile da altri.
“Che succede?”, chiese Martin. La confusione non gli permetteva di agire come avrebbe dovuto.
Perché la figlia si comportava così? Perché aveva un aspetto tanto malsano? Perché quell’atmosfera mefitica? E cosa diavolo c’entrava la bambola? Era solo un minuscolo groviglio di pezze rattoppate! Non sapeva come comportarsi, non capiva. Una serie di nessi, di pensieri illogici che non rientravano nel suo modo di ragionare. Lui non credeva al soprannaturale, non poteva essere così, era inconcepibile al punto da farlo sentire ridicolo pur non avendo esternato nulla. "Devo guardare avanti”, disse lei, senza rendersi conto di aver risposto al padre.
L’avrebbe fatto. Sarebbe andata avanti.
A pochi metri di distanza, sovrastava i genitori in altezza, essendo in piedi.
Ma guardava oltre i loro corpi, come se potesse scandagliarli, passarci attraverso. Quando venne alla luce, quello fu un momento che non avrebbero dimenticato.
Se al buio faceva solo paura, immersa tra i raggi del plenilunio era paura incarnata.
Dalla bocca minuscola colava della saliva, rappresa sul mento. Le labbra, un tempo rosee, erano adesso opache, screpolate, violate in più punti da tagli sottili. Come il resto del volto, dalle tinte appassite. Un fantasma, se solo non fosse stata così reale nell’orrore che si portava dietro. Rimase indifferente al pianto della madre. Il cuore che le batteva nel petto era racchiuso da uno strato di piombo. Inaccessibile. 


Grazie a tutti per le 13000 visite!!!


StefanoRomagna - 18:43 - Permalink - commenti (80) - commenti (80) (popup)

Categoria: esperimenti horror

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venerdì, 16 novembre 2007

Lacey scese i gradini, soppesandoli uno a uno, attentamente. Si reggeva alla ringhiera con noncuranza. Lo sguardo infuocato, fiamme interiori abbacinanti, non accennava a spegnersi, anzi. Più si avvicinava, più cresceva, avvampava.
La barriera tra quel mondo e l'inferno era sul punto di squarciarsi. All’apparenza sembrava tranquilla, candida, una bambina qualsiasi come tante ne erano nate e tante erano morte. Ma dentro, nell’anticamera, incubava qualcosa, i cui artigli erano sul punto di graffiare.
Non un mostro, non era di quello che si nutriva la paura. Era una guerra contro sè stessa. Una lotta impari, che affiorava dagli spasmi ritmici del volto. Martin rimase atterrito da una visione tanto sconvolgente. Ancora nascosta dalla penombra, la cosa avanzava.
Vide la metamorfosi della figlia.
"Toglile la bambola", urlò Rachel, ma il marito non l'ascoltava, troppo preso a constatare l'obbrobrio dal lento incedere.
Quella cosa non era la sua piccola. Non era il tesoro che aveva portato sulla schiena durante le gite in montagna, a cui aveva cambiato i pannolini, che aveva vestito. Non era il sorriso che un tempo rischiarava le sue giornate, non era l'alba che lo svegliava, nè il tramonto che lo invitava a dormire. Non era niente di tutto ciò, non gli si avvicinava neanche. Strinse la mano della moglie, sul pavimento, incapace di muoversi per il terrore.
I piedini nudi avanzavano, lambiti dal morbido tessuto del pigiama, come se niente fosse. Il silenzio divenne suono esso stesso. “Mamma?”, ripeté con voce atona. “Dove sei, mamma?” Quel richiamo innocente non fece che accrescere l'orrore.
Lei, pur avendo gli occhi aperti, non vedeva, non del tutto. Lo sguardo vacuo era sospeso. Si soffermava su qualcosa d’indefinito, invisibile.

Era come se qualcuno la guidasse, la muovesse, un burattino nelle mani di un grottesco artista, che la strattonava, la faceva soffrire, la costringeva ad agire.
Mo’, stretta al petto, non era mai stata più inquietante di così.
Lacey non si trovava lì, nonostante gettasse ombre sul pianerottolo.

Della bimba non era rimasto che l’involucro. E quando i due ne ebbero la totale consapevolezza, quando seppero, in cuor loro, che non c’era niente da fare, lei li aveva raggiunti.
Le urla non valsero a nulla. Arretrarono, come creature chiuse in un angolo da una preda sovrastante, ma era troppo tardi.


StefanoRomagna - 00:34 - Permalink - commenti (49) - commenti (49) (popup)

Categoria: esperimenti horror

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martedì, 13 novembre 2007

Stephen King ha scritto davvero tanto, troppo forse, per le misere tasche di uno studente squattrinato come me. Considerando che i titoli in grassetto sono già in mio possesso, mentre quelli in grassetto e corsivo sono stati anche letti e apprezzati, sono giunto alla conclusione di necessitare un bel pò di soldini.
Coincidenza vuole che domani sia il mio compleanno! E chi l'avrebbe mai detto?
Si accettano assegni o pietanze ben cucinate! Spediteli al Bosco di Toradir, Sentiero del Salice 4, Piana di Volgoth, Namaeria. Non scordate di comperare gli appositi francobolli, quelli terrestri non vanno bene!
Una delegazione di folletti è stata prontamente avvertita.
Saranno loro a intercettare i pacchi e ringraziarvi del gesto con due omaggi a scelta: Ambrosia Purpurea, per curare ogni sorta di ferita, o Polvere di fata, dispensata dalla regina Ekante in persona! :-)


Romanzi:

* Carrie (Carrie, 1974)

* Le notti di Salem (Salem's Lot, 1975)
* Ossessione (Rage, 1977)
* Shining (The Shining, 1977)
* La lunga marcia (The Long Walk, 1979)
* La zona morta (The Dead Zone, 1979)
* L'incendiaria (Firestarter, 1980)
* Uscita per l'Inferno (Roadwork, 1981)
* Cujo (Cujo, 1981)
* L'uomo in fuga (The Running Man, 1982)
* L'ultimo cavaliere (Dark Tower 1: The Gunslinger, 1982)
* Pet Sematary (Pet Sematary, 1982)
* Christine - la macchina infernale (Christine, 1983)
* Il talismano (The Talisman, 1984) - scritto con Peter Straub
* L'occhio del male (Thinner, 1984)
* Unico indizio: la luna piena (Silver Bullet, 1985)
* La chiamata dei Tre (Dark Tower 2: The Drawing of the Three, 1985)
* It (It, 1986)
* Gli occhi del Drago (The Eyes of the Dragon, 1986)
* Misery (Misery, 1987)
* Le creature del buio (The Tommyknockers, 1987)
* La metà oscura (The Dark Half, 1989)
* L'ombra dello scorpione - edizione completa (The Stand, 1990)
* Terre desolate (Dark Tower 3: The Waste Lands, 1991)
* Cose preziose (Needful Things, 1991)
* Il gioco di Gerald (Gerald's Game, 1992)
* Dolores Claiborne (Dolores Claiborne, 1992)
* Insomnia (Insomnia, 1994)
* Rose Madder (Rose Madder, 1995)
* Desperation (Desperation, 1996)
* I vendicatori (The Regulators, 1996)
* Il miglio verde (The Green Mile, 1996) originariamente uscito in 6 puntate
* La sfera del buio (Dark Tower 4: Wizard and Glass, 1997)
* Mucchio d'ossa (Bag of Bones, 1998)
* La bambina che amava Tom Gordon (The Girl Who Loved Tom Gordon, 1999)
* La tempesta del secolo (Storm of the Century, 1999)
* L'acchiappasogni (Dreamcatcher, 2001)
* Riding the Bullet (Riding the Bullet, 2001), racconto venduto in formato multimediale e cartaceo
* La casa del buio (The Talisman 2: Black House, 2001), scritto con Peter Straub
* Buick 8 (From a Buick 8, 2002)
* I lupi della Calla (Dark Tower 5: Wolves of the Calla, 2003)
* La canzone di Susannah (Dark Tower 6: Song of Susannah, 2004)
* La torre nera (Dark Tower 7: The Dark Tower, 2004)
* Colorado Kid (The Colorado Kid, 2005)
* Cell (Cell, 2006)
* La storia di Lisey (Lisey's Story, 2007)
* Blaze (Blaze, 2007)
* Duma Key (Duma Key, 2008)


Raccolte di racconti:

* A volte ritornano (Night Shift 1978)
* Stagioni diverse (Different Seasons, 1982)
* Scheletri (Skeleton Crew, 1985)
* Quattro dopo mezzanotte (Four Past Midnight, 1990)
* Incubi e Deliri (Nightmares and Dreamscapes, 1993)
* Gray Matter: and Other Stories (1993)
* Six Stories (1997)
* The Man in the Black Suit: 4 Dark Tales (2002)
* Tutto è fatidico (Everything's Eventual: 14 Dark Tales, 2002)

Antologie:

* I mille volti del terrore (1978) - racconto: "I figli del grano"
* Orrore a Crouch End- racconto "Orrore a Crouch End"
* La scimmia (1981)- racconto "La scimmia"
* Popsy e altri racconti (1987)- racconto: "Popsy"
* Le case del brivido (1987)- racconto: "L'uomo nero"
* Il colore del male (1987)- racconti "Lo stretto", "La scimmia"
* In principio era il male (1988)- racconto: "Il Succhiatore Volante"
* L'orrore di Cthulhu (1990)- racconto: "Jerusalem's Lot", raccolto in A volte ritornano
* Dark Love (1995)- racconto "Colazione a Gotham Cafè"
* 999 - Racconti inediti per un millennio da brivido (1999)- racconto:
"Il virus della strada va a Nord"

Saggi:

* Danse Macabre (Danse Macabre, 1980)
* On Writing (On Writing: A Memoir of the Craft, 2000)

Se qualcuno poi volesse anche consigliarmi quale di questi libri è da acquistare e quale invece evitare come la peste, ve ne sarei grato. Mi sono già fatto un'idea mia, ma i pareri genuini sono sempre i benvenuti! Buona giornata!

StefanoRomagna - 14:35 - Permalink - commenti (64) - commenti (64) (popup)

Categoria: libri, vita quotidiana, stronzate

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giovedì, 08 novembre 2007

Filippo II, re di Spagna e fervente cattolico, intende detronizzare l'eretica Elisabetta I, la Bastarda indegna di governare l'Inghilterra. E' l'anno 1585 che apre un'epoca di grandi tensioni per la terra di Albione. Maria Stuarda, sostenuta dalla Chiesa di Roma, ordisce un complotto per spodestarla e appropriarsi della nazione, forte degli auspici e dell'appoggio stesso del monarca spagnolo. Egli, infatti, dispone dell'Invincibile Armada, un esercito di centotrenta galere per un totale di trentamila uomini.
Questa è a grandi linee la trama di Elizabeth: The golden age, un film che consiglio caldamente a tutti. Un kolossal storico che mette in primo piano le emozioni, il colore del passato, senza però trascurare nulla, dettagli compresi. La pellicola appassiona, sostenuta da un cast  di fenomenale bravura. Non è solo il periodo storico ad affascinare, per quanto sia già stato ampiamente sfruttato da libri e cinema, tra cui la  stessa Elizabeth, uscito ormai dieci anni fa, e di cui il film in questione è il diretto seguito.
Il regista, Shekhar Kapur, riesce a toccare corde personali, intime, suscitando nello spettatore stupore, collera, commozione. Attraverso il linguaggio, i superbi dialoghi, le immagini perfette di corte, Elisabetta è magistralmente delineata nel suo ruolo di regina sposata alla nazione, la vergine bianca il cui popolo è il suo primo pensiero. Una donna di forza e rara grandezza, che ha saputo mettere d'accordo tutti in un periodo delicato dove le lotte tra cattolici e protestanti sfociavano spesso nel sangue. Non per niente veniva raffigurata come una dea in terra e innumerevoli poemi sono stati scritti in suo onore, da Shakespeare a Jonson, da Spencer a Marlowe. Una monarca che ha sacrificato i sentimenti personali per il bene di tutti, e che di questo soffre visibilmente, afflitta dai contrasti interiori scatenati da Sir Releigh, un pirata del quale si è invaghita ma che non può amare.
E' proprio lui il personaggio forse meno riuscito ai fini delle trama, ma che ha dopotutto lo scopo di  lasciare affiorare l'umanità di Elisabetta, celata da sguardi infuocati e abiti sontuosi. Clive Owen regge la scena, anche se viene, non volutamente, oscurato dall'incredibile talento di Cate Blanchett. E' chiaro fin da subito che è il film ad essere stato costruito attorno a lei, non viceversa.
La Galadriel del Signore degli Anelli si dimostra, alla resa dei conti, un'attrice eccezionale. Di innato magnetismo, veste i ruoli della regina con stupefacente disinvoltura e merita senza alcuna ombra di dubbio l'Olimpo del cinema.
Vedrete Elisabetta I incarnata dentro di lei, infinitamente dedita a calarsi nel personaggio. Spavalda, incrollabile, e che combatte per l'incolumità della sua nazione scendendo persino sul campo di battaglia a contrastare l'oscurità.
I suoi sguardi non li dimenticherete facilmente, come se lei sapesse, in fondo, del popolo adorante che oltre il grande schermo la sta osservando. Non è da meno il resto del cast, tra il consigliere della regina, Filippo I divorato dal fanatismo cattolico e Maria Stuarda, gelida e determinata persino durante la condanna a morte. Un Kolossal, come dicevo, dove niente è lasciato al caso, che vi travolgerà più per la forza di una storia vera e di ampio respiro che per gli effetti speciali, una volta tanto usati in modo intelligente e spettacolare, ma mai preponderanti. Lo stesso vale per la sontuosa colonna sonora, il doppiaggio perfetto e la straordinaria fotografia. Il prezzo del biglietto, secondo il mio modesto parere, vale tutti i suoi soldi. Correte a vederlo, adesso che è uscito già da un pò e non troverete le sale eccessivamente affollate. 
Vi lascio al trailer, capace più di me di darvi un'idea.



StefanoRomagna - 21:24 - Permalink - commenti (48) - commenti (48) (popup)

Categoria: angolo del recensore

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martedì, 06 novembre 2007

Accolgo gli inviti di chi mi ha nominato per la catena, scusandomi al contempo per il notevole ritardo accumulato.

1)  Mi ritengo una persona testarda e determinata. Se mi metto una cosa in testa, è quella e non c'è verso di farmi cambiare idea. Io lo considero un punto di forza, ma spesso si rivela una debolezza non indifferente. Allo stesso tempo, se una cosa non mi interessa, mi sforzo il meno possibile per portarla a termine. Credo questo sia il mio più grande limite. Devo porvi rimedio. Oltretutto sono anche permaloso. Un caratteraccio!

2) Alle elementari mi piaceva tanto disegnare, oltre che scrivere. Ero fissato con i castelli e i personaggi dei cartoni animati Disney. Ho vinto pure un premio per un maniero dipinto su una lastra di ceramica.
Poi ci ha pensato il mio prof delle medie a farmi passare la voglia. Sono allergico alla matematica, anche se ho gradito tanto Fisica e Geografia Astronomica. Nella media Latino e Greco.

3)  A 9 anni ho ricevuto un mattone in testa mentre ero al mare. Un bambino idiota lo usava come àncora per un mini canotto. Non chiedetemi com'è successo perchè fatico a ricordarlo. Morale della favola: ho rischiato di annegare e mi sono beccato svariati punti di sutura. La cicatrice alla tempia la porto ancora, ma è nascosta dai capelli. Evitiamo battute prevedibili.

4) Amo viaggiare. Ho avuto la fortuna di visitare molti luoghi nella mia vita. Porto nel cuore il Canada e l'America, ma anche  la Francia e l'Inghilterra.
Vado pazzo per il cinema e la musica. Ho gusti variegati che vanno dal trash più becero all'impegnato. Variare fa bene. Idem per la lettura. Il genere che preferisco è il Fantasy/Sci-Fi, ma non disdegno neanche l'horror e i classici. Letteratura Inglese è stata la materia più interessante del mio intero corso di laurea.

5) Il mio sogno è diventare uno scrittore affermato, o un giornalista.
Qualsiasi  professione,  da come avrete capito, che riguardi lo scrivere e mi permetta di campare dignitosamente. Recensore compreso.
Non ho ancora pubblicato nulla e sto scrivendo il mio primo romanzo Fantasy.
E' incompleto per svariati motivi, e ovviamente non è stato spedito ad alcun editore. Potete comunque leggere, se vi interessa, alcuni estratti alla categoria apposita. I miei scrittori preferiti sono J. R Tolkien, Michael Ende e Ursula K. Le Guin per il Fantasy, Stephen King per l'horror, Arthur Clarke e Asimov per la Fantascienza. Ho un debole per gli scritti di Shakespeare, Platone ed Euripide.

6) Nel 2001 ho vissuto un'esperienza allo stesso tempo indimenticabile e terrificante.  Sono rimasto bloccato all'aeroporto internazionale O ' Hare di Chicago per un disguido al visto di soggiorno che è necessario compilare per entrare negli Stati Uniti. Avevo scordato di compilare l'indirizzo di permanenza e non riuscivo a ricordarlo. Sono stato scortato dalla polizia fino a quando non mi hanno permesso di fare una telefonata e risolvere la questione. L'hostess a cui ero stato affidato scomparì lasciandomi completamente da solo in una delle più affollate aerostazioni della terra, a Natale dello stesso anno degli attentati. Ovviamente non viaggiavo in compagnia dei miei.
All'epoca avevo 16 anni e parlavo un inglese scolastico, ma me la sono cavata.

7)  Da bambino ne combinavo di tutti i colori.
Ho fatto una puntura a mio nonno, ho tentato di annegare mia sorella (in realtà voleva essere un innocente bagnetto, ma mia madre non è stata dello stesso avviso), mi sono perso un numero propositato di volte. Ai compleanni altrui pretendevo di spegnere le candeline della torta prima dei festeggiati.
Posso annoverare anche una grande varietà di figuracce alla Bridget Jones, tra cui l'ultima, da antologia, giusto l'anno scorso. Mi sono tagliato facendomi la barba e ho scordato di togliere dalla faccia un pezzo di carta igienica che avevo usato per tamponare la ferita. Ho capito ore dopo perchè la gente mi guardava in modo strano, dopo aver girato mezza Torino. Avevo 2 cm di carta che pendevano dal mento. Lo so, sono una catastrofe ambulante.

8) Rompo la catena. Buona lettura.

StefanoRomagna - 14:41 - Permalink - commenti (44) - commenti (44) (popup)

Categoria: vita quotidiana

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venerdì, 02 novembre 2007

Quando lo scrivere stimola la matita, è decisamente una bella cosa.
Indi per cui, sono ancora più contento di mostrarvi i risultati: ben tre disegni tratti dai miei racconti che portano la firma di Niccolò Pizzorno, alias Comicfun, il cui splendido blog lo trovate tra i link in basso.
Non posso che ribadirne il talento e l'occhio fine con cui ha tratteggiato le mie storie senza trascurare nulla. Ancora grazie!

Lacey, il mio racconto horror a puntate in corso d'opera.

lacey

Lacey 3
Lacey 2






L'ultimo volo di Derfel, il racconto con cui ho partecipato al concorso letterario 500 Gocce d'inchiostro, rivisitato sotto forma di fumetto in due splendide e coloratissime tavole.

Prima parte:

Derfel 1Seconda parte:

Derfel 2Shelves



Grazie ancora a Comicfun per le splendide prove! E se ve li foste persi, trovate tutto il materiale da leggere pochi post più in giù. Buon fine settimana a tutti.

StefanoRomagna - 12:43 - Permalink - commenti (38) - commenti (38) (popup)

Categoria: fantasy, carriera, disegni et similia

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