venerdì, 27 luglio 2007

Il momento che aspettavo da tanto tempo è finalmente giunto. Quel 21 Luglio, segnato con un cerchio rosso sul mio calendario, per me ha significato una cosa sola. Idem per milioni di lettori. Harry Potter and The Deathly Hallows è uscito allo scoperto, acquistabile ovunque in lingua originale.
Per chi non la conosce o ha semplicemente vissuto su Marte nell'ultimo decennio, la saga di Harry Potter è tra i franchise più redditizi e amati al mondo. Dopo sei, splendidi episodi che hanno venduto complessivamente 325 milioni di copie e da cui sono stati tratti lungometraggi sbanca-botteghini che hanno reso la straordinaria autrice, J.K Rowling, la donna più ricca del Regno Unito, l'ultimo tassello è pronto per essere incastonato nel dedalo delle sottotrame e domande lasciate in sospeso.
E proprio ora che ho la possibilità di sapere come va a finire la storia di Colui Che E' Sopravvissuto, stringendo tra le mani un volume mai tanto desiderato, la mia irrefrenabile curiosità tentenna. A scanso di ripensamenti, non ci saranno nuove avventure del maghetto più famoso del globo, e la fucina dei sogni chiude i battenti per non riaprire più. Niente più Harry, Ron, Hermione. Addio ad Hogwarts e ad un'Inghilterra mai così magica. 
E' quindi con occhi tristi che sfoglio le prime pagine, assaporo le finezze di una copertina adulta che rivela molto in chi sa coglierne i segni, ripenso al passato. The Deathly Hallows è allo stesso tempo la fine dei giochi e il tramonto di un'epoca, rappresentando il termine di un'epopea fantastica che non ha eguali per ricchezza, narrazione e genialità delle idee. Di conseguenza il clima con cui è stato accolto dal grande pubblico e me medesimo è di profonda gratitudine e malinconia. Gratitudine perchè leggendo Harry Potter ho sognato e fantasticato di un mondo ricostruito talmente bene da sembrare credibile, mi sono emozionato per la morte di certi personaggi, perso tra luoghi affascinanti ed interrogato sulle prospettive della vita. Malinconia perchè so che l'Hogwarts Express è al capolinea e il binario 9 e tre quarti non si popolerà più di maghi, streghe e gufi. E' un cordoglio, un saluto alla Mary Poppins del 2000 molto difficile da esprimere, arduo da comunicare se non a chi, come me, ha apprezzato la magia della saga. Chiudo questo mio discutibile elogio e tributo con una promessa: quando lo avrò terminato (sono ancora al capitolo 6), avrete una esaustiva recensione dell'ultima fatica della Rowling epurata da ogni possibile spoiler. E come me scoprirete se è valsa la pena attendere tanto a lungo un tassello così importante e prezioso. Buona giornata.


StefanoRomagna - 14:00 - Permalink - commenti (28) - commenti (28) (popup)

Categoria: libri, fantasy

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martedì, 24 luglio 2007
Da quando scrivo, anche se sarebbe più corretto affermare "da quando provo, mi cimento a scrivere", ho maturato un cambiamento nel mio modo di vedere le cose.
E' una sorta di critica, pignoleria, ricerca del più piccolo dettaglio in ogni cosa che vedo o leggo. Inizialmente era solo accennato, poi, con la crescita della mia storia, è diventato sempre più preponderante.
Me ne sono accorto da poco, sebbene il cercare il pelo nell'uovo abbia sempre fatto parte di me stesso. Non posso certo sapere se ciò è dovuto ad un ovvio mutamento che mi porta ad analizzare tutto proprio perchè anche a me piace creare qualcosa dal bianco della carta, ma è una sensazione, un'attitudine che non vedo di buon occhio.
Il meccanismo di un'anima critica che si è improvvisamente messo in moto, senza controllo diretto da parte del sottoscritto. Se prima un film veniva da me apprezzato e visionato come un semplice svago, adesso tendo a studiarne i personaggi, i dialoghi, la regia delle scene. Non mi sfugge nulla. Idem per i libri. E' come se fagocitassi ogni parola, ogni periodo, ogni sfaccettatura della frase per poi scomporla nella mia mente ed approvarla o aborrirla implicitamente. Questo va bene, quest'altro no. Mi sento come un giudice che emana un verdetto in costante aggiornamento, e mi chiedo se sia una cosa normale o semplicemente frutto della frustazione che ogni scrittore in erba porta anche in minima parte con se. Questi ed altri dubbi mi frullano in testa da un bel pò. Ed il problema è che spesso, per questo mio modo di fare, finisco con il riflettere troppo e rovinarmi il divertimento che comporta una sana lettura.
Dato che ho avuto modo di incontrare ed apprezzare molta gente che come me ha la passione per la scrittura, non mi dispiacerebbe conoscere il loro punto di vista sulla questione. Ogni commento, come per tutti i miei precedenti post, è sempre accettato di buon grado.

StefanoRomagna - 00:22 - Permalink - commenti (20) - commenti (20) (popup)

Categoria: vita quotidiana, carriera

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domenica, 22 luglio 2007


Misery

Non ho letto molto di Stephen King, sebbene Carrie e It mi siano rimasti impressi in mente come poche altre opere letterarie. Amo questo autore, per quanto lo conosca in modo molto meno approfondito rispetto ad altri. Amo la sua scrittura fluida, angosciante, ricca di metafore. Amo la suspance e quel genere di terrore non convenzionale che solo lui sa comunicare con tanta efficacia. E Misery è indubbiamente il meglio che il re dell'Horror mi abbia trasmesso fino ad ora. La mente umana può essere grottesca come mai ci si aspetterebbe. Sa essere malata, perversa, diabolica. Come Annie Wilkes, la protagonista della storia assieme a Paul Sheldon.

Paul è un celebre scrittore che, in seguito ad un grave incidente stradale, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. Annie, l'infermiera dagli occhi scuri come monete brunite, il donnone monolitico tutto d'un pezzo dal fiato puzzolente e le movenze goffe. Affetta da gravi turbe psichiche, Annie non gli perdona di avere eliminato Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone tra terribili sevizie, di resuscitarla in un nuovo romanzo. Paul non ha scelta, pur rendendosi conto che in certi casi la salvezza può essere peggio della morte.
Il libro è bellissimo, senza mezzi termini, e scorre via con rara velocità e destrezza, senza per questo risultare superficiale o poco approfondito. La narrazione è tesa, cruda, agghiacciante nel descrivere la depravazione psicologica di Annie e la solitudine di Paul, il prigioniero la cui vita dipende dal nuovo romanzo che è costretto a scrivere. La storia è un crescendo di emozioni contrastanti e folli, al limite della schizofrenia. Tutto ruota attorno all'instabilità mentale della donna, ai suoi vuoti di memoria e distacchi repentini dalla realtà. Annie Wilkes fa paura. Nella sua apparente normalità, King la descrive in modo tanto dettagliato da renderla reale e credibile, incarnata in un qualsiasi vicino di casa.
E' questo che rende Misery narrativamente terrificante, poichè non è il paranormale a turbare il lettore, ma l'insondabile coscienza umana che si cela in ognuno di noi. Dubito che si riesca a dimenticare una scena come quella della "tarpatura", di raccapricciante orrore, o le costanti minacce che riducono il protagonista a mera ombra di se stesso. Misery è tutto questo e molto altro. E' un viaggio  di brutale e vivida violenza tra le mura domestiche, un tour de force che vi lancerà a 100 all'ora nell'ignoto buio della malattia mentale, un incubo che scuote e fa riflettere. Chiunque ami il genere horror o thriller dovrebbe leggerlo senza pensarci due volte. E semmai un giorno doveste diventare scrittori affermati e qualcuno vi chiedesse un autografo definendosi il vostro fan numero uno, beh, non vi resta che scappare a gambe levate!

 

StefanoRomagna - 21:33 - Permalink - commenti (26) - commenti (26) (popup)

Categoria: libri, stephen king, angolo del recensore

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giovedì, 05 luglio 2007
Oggi inauguro l'angolo del recensore, una categoria dove troverete, per l'appunto, resoconti, giudizi e consigli riguardo a film, libri e videogiochi provati da me medesimo. Gli scritti (per il momento uno solo) li potete reperire e leggere anche su AmeMinonSidice, clikkando sul link a destra.
La mia prima recensione è un videogioco, e per chi fosse avvezzo al genere, non può che risultare familiare un titolo come Half Life 2. Per chi non lo conoscesse, provate a dare ugualmente un'occhiata, potrebbe piacervi!
Buona lettura.

StefanoRomagna - 12:38 - Permalink - commenti (22) - commenti (22) (popup)

Categoria: angolo del recensore

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lunedì, 02 luglio 2007
Approfitto di questa citazione per mostrarvi altre foto, relative alla vacanza a Parigi lo scorso Dicembre. Per l'occasione ho inaugurato anche una nuova categoria, viaggi, dove non mancherò di commentare le mie vacanze, passate e future.
Che dire, la capitale francese è stupenda. Mi aspettavo tanto, a giudicare da come me ne hanno sempre parlato, ma le mie aspettative sono state completamente soddisfatte.
Ho viaggiato molto durante la mia vita, ma una città così bella, elegante e sfarzosa credo di non averla mai vista. L'atmosfera che ho respirato in quei giorni è qualcosa che non sono in grado di descrivere a parole. Indi per cui, lascio che siano le immagini a parlare per me.

Ponte Alexander III.

Ponte Alexander IIITramonto dalla Tour Eiffel.

Tramonto sulla Tour EiffelVista della Tour Eiffel dalla seconda terrazza. I luccichii che vedete non sono frutto di una modifica. La torre brilla davvero, a Natale.

Tour Eiffel- Seconda terrazzaPrima o poi posterò anche il resto delle foto. Ce ne sono veramente tante! Per adesso accontentatevi di queste. Buona giornata a tutti.

StefanoRomagna - 12:30 - Permalink - commenti (28) - commenti (28) (popup)

Categoria: viaggi, fotografie, vita quotidiana

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domenica, 01 luglio 2007
Dopo questo post, son certo che il mio blog avrà un calo della popolarità pari ad un tuffo nel vuoto, ma lo devo ammettere.
E' una verità scomoda e dolorosa, ma quando avevo 13 anni le adoravo, sognavo, idolatravo! La loro musica, commerciale al massimo e stracolma di jingle monotoni e melensi, mi ha accompagnato durante i primi anni adolescenziali, fatti di cotte non corrisposte, litigi con i genitori e divertimenti spensierati. Voi direte, adesso si spiega tutto! 
In parte, forse! Ma ho raccolto con entusiasmo il loro ritorno. Giusto per capire se ce la faranno ancora una volta. Sono proprio curioso di vedere come si muoveranno, perchè per la cronaca, di chili e rughe ne hanno messi su un bel pò dal loro ultimo album! Emma è sempre più incinta, Melanie B ha perso i boccoli ribelli e sembra esser stata gonfiata con la pompa,  per non parlare della bionda Victoria, esile come neanche Olivia in Braccio di Ferro. Non mi stupisco che la chiamino Skeleton Spice, è veramente magra da far paura!  Stendiamo un telone pietoso da circo sul vestito di Geri...  Chi gliel'ha suggerito non deve volerle molto bene. L'unica rimasta uguale, a parte la frangetta stile Raffaella Carrà, è Melanie C, per altro l'unica a saper cantare decentemente. Comunque, vederle adesso mi fa sorridere e riflettere su come possano cambiare i gusti e le attitudini delle persone, i miei in particolar modo. 10 anni fa non avrei mai pensato di ascoltare altro, adesso invece i loro singoli li reggo a fatica. Misteri della crescita! Vi lascio con due foto, prima e dopo, e un video scovato su youtube che spiega meglio di me quanto siano "maturate".

Dieci anni fa, in tutto il loro volgare splendore.

Spice GirlsOggi.

Spice Girls 2
Infine, il video ufficiale della Reunion!


Tornate a seguirmi, vi scongiuro! Il post è frutto dell'ora in cui è stato scritto! :-) Buona notte a tutti.

StefanoRomagna - 01:32 - Permalink - commenti (22) - commenti (22) (popup)

Categoria: vita quotidiana, stronzate

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